
C'è Al Qaida dietro l'attentato di ieri in Yemen, nel quale sono rimasti uccisi quattro turisti sudcoreani e la loro guida yemenita. Lo ha detto oggi il vicepresidente del paese, Abed Rabbo Mansur Hadi, visitando il luogo della strage, nella città di Shibam, 800 chilometri a sud-est della capitale Sanaa. L'attentato, ha detto Hadi, citato dall'agenzia ufficiale Saba, è stato commesso da "una persona indotta in errore da Al Qaida, che portava una cintura esplosiva". L'attentatore, il cui nome non è stato rivelato, era un ragazzo di 18 anni. La strage è avvenuta nel pomeriggio su una collina che domina Shibam. La città è una delle meraviglie dello Yemen, chiamata "la Manhattan del deserto" per i suoi palazzi di argilla alti 16 piani, risalenti al Cinquecento. I turisti stavano fotografando la città al tramonto, quando l'attentatore si è fatto esplodere vicino a loro. Due uomini e due donne sudcoreani sono morti subito, la loro guida yemenita è morta in seguito all'ospedale. Cinque altri turisti coreani ed un cittadino dello Yemen sono rimasti feriti. I nove turisti rimasti illesi e quattro dei feriti sono stati trasferiti oggi a Dubai, per essere imbarcati per Seul. Uno dei feriti coreani è rimasto in ospedale a Sanaa. Da anni ormai lo Yemen è un paese a rischio per i turisti. Gli stranieri, attirati dalle straordinarie bellezze storiche del paese, sono stati spesso rapiti da tribù in lite con il governo. Da un anno a questa parte ci si è messo anche il terrorismo di Al Qaida (il padre di bin Laden era originario dello Yemen). Nel luglio 2007, otto turisti spagnoli e due autisti locali erano stati uccisi nell'esplosione di un'autobomba in un sito storico nella regione di Marib, nel nord-est del Paese. Nel gennaio 2008 due turiste belghe erano morte in un'imboscata a Wadi Hadramout compiuta da miliziani legati ad Al Qaida. ATS
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