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Estero
Xinjiang; Erdogan, violenze divenute atrocità
Redazione
17 anni fa

Le violenze avvenute nella Regione Autonoma dello Xinjiang e costate la vita a oltre 150 persone "hanno preso la dimensione di atrocità". Lo ha detto oggi il premier turco Tayyip Erdogan, che ha anche chiesto al Consiglio di Sicurezza dell'Onu di affrontare la questione. Lo riferisce l'agenzia Anadolu. In precedenza il ministero degli Esteri turco aveva invitato a un maggior controllo per evitare un aumento della tensione nella regione, abitata in maggioranza da uighuri, turcofoni e di religione musulmana. Ankara esprime "dispiacere e preoccupazione" per la situazione e sottolinea come gli uighuri rappresentino "un ponte di amicizia tra la Turchia e la Cina". Il ministero degli Esteri auspica che i responsabili delle violenze vengano individuati e puniti al più presto e che le azioni della polizia per riportare l'ordine si svolgano con "la massima attenzione per evitare la violazione dei diritti umani e per salvaguardare la vita e la sicurezza dei civili". In Turchia proseguono le iniziative di protesta: oggi tutti i 59 deputati del partito del Movimento Nazionalista (Mhp) - terza forza del parlamento di Ankara - e Seracettin Karayagiz, deputato del partito Giustizia e Sviluppo (Akp) del premier Erdogan, si sono dimessi dal Gruppo di Amicizia inter-parlamentare turco-cinese. Secondo il vice capogruppo del Mhp, Oktay Vural, le violenze "hanno raggiunto il livello di un massacro etnico". ATS

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