
Il ramo russo del WWF ha annunciato che interrompe ogni collaborazione con il resto dell'organizzazione ambientalista e rinuncia all'acronimo e al logo col panda: il motivo è la decisione del governo di Mosca di bollare il Wwf come "organizzazione indesiderata" e quindi, di fatto, di bandire le sue attività in Russia. A riportare la notizia è Novaya Gazeta Europa. La procura generale russa sostiene che, "con il pretesto di proteggere l'ambiente, il WWF conduce attività mirate ad ostacolare la realizzazione delle politica del Paese per lo sviluppo industriale dell'Artico e delle risorse delle regioni subartiche". Secondo molti osservatori si tratta però di motivazioni infondate e in realtà il provvedimento delle autorità russe rientra nel clima di repressione del dissenso e controllo della società civile messo in atto dal Cremlino. A maggio anche Greenpeace era stata dichiarata "organizzazione indesiderata" in Russia.

