
Gli Stati Uniti sono stati informati da un diplomatico svizzero in Tanzania di un traffico di uranio tra la Repubblica democratica del Congo (RDC) e l'Iran. È quanto rivela un telegramma inviato il 27 settembre 2006 dall'incaricato d'affari americano Daniel Purnell Delly e pubblicato da Wikileaks. In base al telegramma, Hans Peter Schöni, consigliere presso l'ambasciata svizzera a Dar es Salaam, rileva che è "generalmente noto" che vi sia un contrabbando di uranio dalla RDC all'Iran attraverso Tanzania e Zambia. Il documento è stato pubblicato domenica dalla piattaforma Wikileaks e riproposto sul sito internet del quotidiano britannico "The Guardian". Schöni indica di aver avuto le informazioni da due società con sede a Ginevra attive nel controllo di merci in Tanzania. Le due imprese - il cui nome è stato coperto nel telegramma - non sono però disposte a confermare le loro osservazioni per iscritto, affermò Delly. Dal 2005 al suo pensionamento nel 2007 Schöni è stato primo collaboratore all'ambasciata svizzera di Dar es Salaam, ha indicato all'ATS il Dipartimento federale degli affari esteri. Nel secondo paragrafo l'incaricato d'affari americano rileva che le "principali agenzie" degli Stati Uniti non hanno potuto provare l'esistenza di questo traffico. Ciononostante egli trasmetterà a Washington le informazioni ottenute dagli svizzeri a causa della loro "potenziale importanza". In passato la polizia tanzaniana aveva già annunciato a più riprese di aver sequestrato consegne di uranio provenienti da paesi confinanti. Nel 2003, prima dell'inizio della guerra in Iraq, i servizi segreti americani e britannici avevano riferito che Baghdad avrebbe tentato di acquistare uranio in Africa per il suo programma di armi atomiche. Di ciò non vi è però mai stata conferma. ATS
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