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Estero
Wikileaks: i governi si interrogano
Redazione
16 anni fa
Intanto viene confermato l'arresto. Nuova udienza il 14 dicembre

Questa mattina Julian Assange si è consegnato spontaneamente alla polizia londinese. Era ormai un mese che i corpi di polizia di tutto il mondo gli stavano dando “la caccia”. E ora che l’hacker più famoso del mondo è al sicuro, controllato a vista dalle forze dell’ordine, ci si interroga sulla posizione da prendere nei confronti di Assange: diritto di informazione o spionaggio? Dianne Feinstein: “Julian Assange dovrebbe essere processato per spionaggio”Dalle pagine del “Wall Street Journal”, Dianne Feinstein, senatrice democratica e presidente del Senate Intelligence Committee statunitense sostiene che “Julian Assange dovrebbe essere processato per spionaggio”. Quando il fondatore di Wikileaks ha reso pubblico il suo “ultimo tesoro di documenti”, oltre 250.000 cablogrammi segreti del Dipartimento di Stato Usa - afferma Feinstein – “egli ha intenzionalmente danneggiato il governo statunitense”. La pubblicazione di questi documenti - sottolinea la senatrice democratica – “danneggia i nostri interessi nazionali e mette a rischio vite innocenti”. Secondo Feinstein - la legge che Assange “continua a violare” è lo Espionage Act del 1917, che definisce delitto grave per un soggetto non autorizzato il possedere o trasmettere “informazioni correlate alla difesa nazionale che il possessore abbia ragione di credere potrebbero essere usate contro gli Stati Uniti o a vantaggio di nazioni straniere”. Gates : “Assange arrestato? una buona notizia” Il ministro della Difesa americano, Robert Gates, ha accolto in termini positivi la notizia dell'arresto a Londra del fondatore di Wikileaks, Julian Assange. Ai giornalisti che gli riferivano in Afghanistan dell'arresto di Assange, Gates ha commentato: “non ne ero ancora a conoscenza, ma mi sembra una buona notizia”. Per la Ccg bisogna bloccare finanziamenti al terrorismo Nel corso del loro vertice annuale ad Abu Dhabi, le monarchie arabe del Golfo hanno sottolineato la necessità di intervenire per “bloccare le fonti di finanziamento ai gruppi terroristici”. I Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg) - Arabia Saudita, Bahrein, Emirati arabi uniti, Oman, Qatar, Kuwait - hanno sottolineato la necessità “di lavorare per prosciugare le fonti di finanziamento ai gruppi terroristici”, si legge nel documento finale del vertice. La posizione del Ccg è in linea con quella degli Stati Uniti che si sono lamentati per il fatto che i donatori privati in Arabia Saudita rimangono “la principale fonte di finanziamento ai gruppi terroristi sunniti”, tra cui Al Qaida, secondo quanto emerso da una nota diplomatica americana del 2009 diffusa da Wikileaks. Columbia University: “è diritto d’informazione” E’ dibattito aperto negli Usa se la vicenda Wikileaks debba essere trattata come un caso di spionaggio, oppure come un caso che riguarda il diritto alla libertà di informazione e di espressione, difeso dal Primo Emedamento della Costituzione americana. Mentre il ministro della Giustizia, Eric Holder, ha ribadito che il caso sarà trattato alla Luce dell'Espionage Act del 1917 “ma non solo”, e che saranno intraprese “azioni significative” nei confronti di Wikileaks, la Columbia University ha preso pubblicamente posizione a favore della seconda ipotesi: Wikileaks va difeso come un caso a tutela della libertà di stampa. Il caso della Columbia è particolarmente emblematico, perchè un 'alumnus' dell'Università, che oggi lavora al Dipartimento di Stato americano, nei giorni scorsi aveva inviato agli studenti della Columbia un suo personale consiglio, diramato agli studenti dalla direzione della Università: “cari studenti, evitate nei vostri scritti di fare riferimento ai documenti rivelati da Wikileaks, perché a norma di legge sono da considerarsi ancora “classificati”. In più potreste avere problemi in futuro p

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