
Gli Stati Uniti vogliono scongiurare una "escalation" della vertenza fiscale con la Svizzera: lo ha dichiarato David Margolis, viceministro USA alla giustizia, ricevendo a Washington la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf. Quanto fatto dagli Stati Uniti nel contenzioso fiscale che vede implicata UBS non deve essere interpretato come un attacco alla Svizzera, ha detto la consigliera federale citando parole di Margolis. I rappresentanti del ministero della giustizia USA hanno manifestato la loro disponibilità ad allacciare contatti con Berna e ai colloqui dovranno essere associati anche rappresentanti dei ministeri delle finanze dei due paesi, ha spiegato Eveline Widmer-Schlumpf nel corso di una conferenza stampa indetta presso l'ambasciata elvetica a Washington. La consigliera federale ha incontrato anche il ministro della giustizia Eric Holder, che temendo un conflitto di interessi ha però evitato di parlare espressamente di UBS: in passato, in qualità di avvocato, il ministro aveva infatti difeso gli interessi della grande banca elvetica in una disputa giudiziaria nel Maryland. La Widmer-Schlumpf ha affermato nel corso dell'incontro con i giornalisti di aver ciononostante espresso il proprio stupore per la richiesta formulata dagli USA a UBS di fornire informazioni su 52 mila clienti americani. Una pretesa che in Svizzera ha sollevato non pochi malumori. Il colloquio con Holder ha avuto come tema centrale il terrorismo e la questione dei detenuti di Guantanamo. A questo proposito il ministro USA ha espresso gratitudine per la disponibilità elvetica ad eventualmente accogliere un numero imprecisato di prigioneri. USA e Svizzera, ha detto la Widmer-Schlumpf, si sono impegnati a proseguire la loro stretta collaborazione nella lotta contro il finanziamento delle organizzazioni terroristiche e contro la criminalità organizzata. ATS
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