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Estero
Widmer-Schlumpf: ditte estere alla cassa
Redazione
12 anni fa
La consigliera federale propone norme più severe per l'esenzione IVA di ditte straniere. Situazione particolarmente difficile in Ticino

Gli imprenditori ticinesi si sentono da molto tempo discriminati: mentre pagano l'imposta sul valore aggiunto (IVA), le aziende straniere sono esentate finché il loro giro d'affari in Svizzera non supera i 100'000 franchi annui. Ora la ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf vuole modificare le norme chiamando alla cassa migliaia di ditte estere. La consigliera federale propone che in futuro non sia più il giro d'affari in Svizzera ad essere utilizzato come parametro di riferimento: per l'esenzione "il giro d'affari mondiale - ovvero realizzato a livello internazionale - non dovrà superare i 100'000 franchi", ha spiegato questa sera alla trasmissione "Echo der Zeit" della radio SRF. Le prove dovranno essere portate dalle stesse società. "In questo modo il problema dovrebbe essere risolto", visto che pochissimi risulteranno sotto questa quota. Secondo i calcoli del Dipartimento federale delle finanze (DFF), con le nuove regole dovrebbero esserci introiti da imposte maggiori di 40 milioni di franchi all'anno. Nel primo anno dovrebbero esserci 20'000 nuove aziende straniere a pagare l'IVA. L'iniquità del sistema attuale vale in tutte le regioni di confine, ma la situazione è particolarmente difficile in Ticino. Per questo motivo Ignazio Cassis (PLR) ha chiesto interventi tramite una mozione. Dopo il Consiglio Nazionale in dicembre anche gli Stati hanno deciso di inoltrare la richiesta al Consiglio federale. Le nuove regole, secondo la Widmer-Schlumpf, "elimineranno le ineguaglianze esistenti, a causa delle quali svizzeri devono pagare l'IVA mentre italiani possono svolgere lavori e andarsene senza pagare niente" Il Dipartimento suggerirà al governo che ogni azienda che lavora in Svizzera dovrà fornire i propri dati relativi all'IVA. In questo modo si controllerà chi deve pagare e chi no.

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