
Malgrado alcuni dossier spinosi, la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf si è presentata oggi davanti ai media con un sorriso per un bilancio sul suo soggiorno a Davos. La Francia - ha detto - ha ammesso che la sua decisione di modificare la convenzione di doppia imposizione, senza avvertire la Svizzera, non è cosa degna delle relazioni tra due Paesi vicini. "Non si può decidere di modificare una regola in vigore da 40 anni in un qualsiasi 26 dicembre senza informare preventivamente l'altra parte", ha dichiarato la ministra delle finanze, precisando di avere presentato questa posizione al suo omologo francese Pierre Moscovici. Il giorno prima quest'ultimo aveva affermato che d'ora in poi la Francia darà prova di maggiore "pedagogia" dopo le "emozioni" suscitata dalla decisione di Parigi. A proposito della convenzione sulle successioni, il ministro francese ha già inviato a Parigi per la firma del documento la Widmer-Schlumpf, la quale ha tuttavia detto che l'accordo deve ancora venir ratificato. Il calendario dovrebbe quindi adeguarsi al sistema elvetico. Con il commissario europeo al mercato interno, Michel Barnier, la consigliera federale ha affrontato la questione della fiscalità delle imprese. Si è trattato di una buona discussione nel corso della quale ho illustrato la posizione della Svizzera", ha fatto sapere la ministra nel bilancio con i media. Si è poi nuovamente rammaricata per i commenti espressi dal commissario alla fiscalità Algirdas Semeta, il quale ha minacciato di inserire la Svizzera in un lista nera se non correggerà la sua politica in materia di privilegi fiscali per le aziende. A Davos, Widmer-Schlumpf ha anche incontrato la direttrice generale del Fondo monetario internazionale (FMI), Cristine Lagarde, alla quale ha fatto presente che Berna auspica di conservare la sua percentuale di voti nel Fondo, proprio mentre di discute di aumentare quella dei paesi emergenti e in via di sviluppo. ATS
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