
Da martedì mattina dovrebbe esserci una graduale e lenta ripresa del traffico aereo in Europa. Un secondo vulcano è però entrato in attività in Islanda vicino allo Eyajafjalla, le cui esplosioni hanno paralizzato al suolo da giovedì i velivoli dei cieli europei.Basandosi sulle immagini di webcam islandesi, una serie di messaggi Twitter e siti, tra i quali quello americano di MSNBC, hanno annunciato l'avvio di eruzioni dal vulcano Hekla."È molto poco probabile che anche l'eruzione del vulcano Hekla sia esplosiva", rassicura Warner Marzocchi, vulcanologo dell'Istituto italiano di Geofisica e Vulcanologica. L'esperto sottolinea che "la maggior parte dei vulcani eruttano in maniera effusiva, e in Islanda ci sono tantissime eruzioni di questo tipo. Non sono sorpreso, né preoccupato, come vulcanologo di questa seconda eruzione"."Ma - aggiunge - non mi stupisce neanche la fase iniziale esplosiva dell'Eyjafjollajokull. In realtà quest'ultimo fenomeno non è stato poi così rilevante, ma avuto un grande impatto perché l'aviazione è molto estesa, e il vento ha portato la cenere sui principali 'hub' europei. Una concomitanza di eventi che non si era mai verificata negli ultimi 20-30 anni".Nei cinque giorni più difficili per il trasporto aereo oltre 63.000 voli sono stati cancellati e quasi 7 milioni di persone sono rimaste a terra. Da martedì mattina dovrebbe finalmente esserci una graduale e lenta ripresa del traffico aereo. In serata il commissario UE ai Trasporti Siim Kallas ha infatti annunciato che dalle 8 si ricomincerà a volare regolarmente in tutta Europa.L'eruzione e la conseguente colonna di cenere sprigionatasi dal vulcano Eyjafjallajokull appaiono in sensibile attenuazione. Ma bisognerà però considerere il nuovo allarme per il vulcano Hekla, che è anche più grande.ATS
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