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Estero
Voronin accusa Romania e minaccia uso forza
Redazione
17 anni fa

Il partito putiniano Russia Unita l'ha già battezzata con preoccupazione la "rivoluzione lilla", includendo la rivolta moldava nella lista delle rivoluzioni colorate che hanno mutato la geografia dell'ex Urss in chiave anti russa. Ma gli esiti della protesta scoppiata ieri a Chisinau contro la vittoria comunista (50%) sono ancora tutti da vedere dopo che il presidente moldavo Vladimir Voronin ha accusato la Romania di fomentare i disordini minacciando l'uso della forza. Un'accusa sostanzialmente condivisa da Mosca, che si appella alla Unione europea nel timore di perdere l'influenza su un'altra delle sue ex repubbliche, abitata da una forte minoranza russofona, e non solo nella regione secessionista del Transdniestr. Oggi nella capitale moldava la situazione era di relativa calma, dopo il violento assalto al parlamento e al palazzo presidenziale conclusosi ieri con un morto, oltre 270 feriti (170 poliziotti) e 193 arresti. Ma la situazione resta tesa per lo stallo nelle trattative con l'opposizione, che chiede di rivedere il voto peraltro sostanzialmente promosso dall'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), e per le accuse alla Romania un Paese membro della Ue con cui Chisinau ha quasi rotto le relazioni diplomatiche, espellendone l'ambasciatore e richiamando il proprio per consultazioni. La Moldova ha inoltre introdotto il regime dei visti con Bucarest. ATS

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