

«L'Europa è al vostro fianco, e aumenterà la pressione su Mosca». A quattro anni dall'inizio della guerra i vertici dell'UE hanno scelto di onorare nel miglior modo possibile l'alleanza con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa sono tornati a Kiev, in una missione lampo che ha contato oltre venti ore di treno tra l'andata e il ritorno dalla Polonia.
Insieme a Zelensky Costa e von der Leyen si sono recati a Piazza Maidan, simbolo della resistenza. Hanno omaggiato «il coraggio» del popolo ucraino e hanno chiarito un concetto: il presidente russo «Vladimir Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi e la guerra di logoramento lo sta indebolendo».
In una Kiev per la prima volta da giorni sopra lo zero, e con i raid russi che per un'intera giornata hanno taciuto, von der Leyen e Zelensky hanno fatto il punto sulla crisi energetica che sta attanagliando Kiev, mettendo subito sul piatto 100 milioni di euro (91,4 milioni di franchi al cambio attuale) di aiuti e promettendo un piano per stabilizzare la rete elettrica dei 21 Oblast (regioni) ucraini.
Di più, al momento, i vertici comunitari non hanno potuto offrire. Il premier ungherese Viktor Orban infatti ha messo sotto scacco sia il ventesimo pacchetto di sanzioni sia, soprattutto, il prestito da 90 miliardi di euro concordato al vertice dei 27 di dicembre. «Non rispettare i patti è inaccettabile», hanno sentenziato Costa e von der Leyen, secondo i quali l'Ungheria è caduta in un errore gravissimo, la violazione del principio di leale cooperazione.
«Il prestito ci sarà, abbiamo diverse opzioni», ha assicurato von der Leyen. «Orban deve parlare con i russi, sono loro ad aver distrutto l'oleodotto Druzbha», si è difeso Zelensky entrando nel merito del casus belli - lo stop ai flussi di petrolio dall'Ucraina - che ha portato l'Ungheria al clamoroso veto.
Dalle principali cancellerie europee, nel frattempo, è arrivato un messaggio pressoché univoco in occasione del quarto anniversario della guerra: Putin sta fallendo i suoi obiettivi militari. Londra ha messo sul piatto nuove sanzioni contro il Cremlino, colpendo innanzitutto le esportazioni di petrolio russo e il colosso degli oleodotti Transneft. «In Europa non c'è posto per la flotta ombra russa (una rete di navi che permette a Mosca di continuare a vendere greggio a prezzi superiori al limite imposto e di finanziare così la guerra in Ucraina) e per il gas e il petrolio di Mosca», ha sottolineato Zelensky nella conferenza stampa congiunta con von der Leyen e Costa.
Poco prima i tre - assieme ai leader presenti, tra i quali il presidente finlandese Alexander Stubb, la premier danese Mette Frederiksen e il presidente del governo croato Andrej Plenkovic - hanno partecipato alla riunione dei Volenterosi, gli alleati di Kiev, convocata dal capo dello Stato francese Emmanuel Macron e dal primo ministro britannico Keir Starmer. L'Europa - questo uno dei messaggi sottolineati alla riunione - dovrà partecipare alle discussioni sull'architettura della sicurezza dopo la guerra. E le garanzie per Kiev saranno «solide».
«Alcune questioni possono essere negoziate solo dall'UE: il processo di adesione dell'Ucraina, il congelamento dei beni, le sanzioni contro la Russia», ha sottolineato Costa parlando con un gruppo di media internazionali, tra i quali l'agenzia di stampa italiana Ansa, nel viaggio in treno per Kiev. Alla riunione dei Volenterosi la premier italiana Giorgia Meloni ha voluto invece rimarcare l'esigenza di un inviato dell'UE per i negoziati, che Roma già nelle settimane scorse ha evocato. «L'Europa deve essere presente e parlare con una sola voce», ha spiegato la presidente del Consiglio dei ministri. L'idea, hanno raccontato fonti qualificate, non ha registrato interventi apertamente contrari alla riunione e sembra farsi spazio, seppur una sua realizzazione non è preventivabile nel breve periodo.
Di certo, non è in questa fase che l'UE siederà al tavolo dei negoziati. Sul Donbass e sulla centrale di Zaporizhzhia - è il ritornellon di Bruxelles - la decisione spetta solo a Zelesnky. Il G7 (Gruppo dei sette, di cui fanno parte Canada, Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Giappone e Stati Uniti), in una dichiarazione congiunta, ha ribadito il sostegno all'iniziativa di pace degli USA. È il presidente statunitense Donald Trump, per il momento, a condurre i giochi sebbene l'inquilino della Casa Bianca abbia vissuto con netto distacco il quarto anniversario dell'invasione russa.
Su un punto, invece, Kiev e Bruxelles restano distanti: l'ingresso nell'UE. Per Kiev dovrebbe avvenire nel 2027, e va inserito nelle condizioni di pace. «Non possiamo fissare una data», si è smarcata von der Leyen. Consapevole che, sull'adesione di Kiev, l'unanimità dei 27 è ancora molto lontana.
L'Assemblea generale dell'ONU ha approvato con 107 voti a favore la risoluzione Sostegno a una pace duratura in Ucraina, promossa da Kiev, in occasione del quarto anniversario della guerra scatenata dalla Russia.
«Accolgo con favore l'adozione odierna», ha scritto sulla rete sociale X il ministro degli esteri ucraino Andrii Sybiha, osservando che «nei momenti decisivi, la comunità internazionale deve essere chiara. Oggi lo è».
In base al risultato del voto elettronico, gli USA si sono astenuti, mentre la Russia ha bocciato l'iniziativa insieme ad altri undici paesi, tra cui Corea del Nord, Cuba e Iran.
Tra i 51 Stati complessivi astenutisi, oltre a Washington, figurano Cina, Brasile, India e Ungheria.
Israele, diversamente dagli Stati Uniti, ha sostenuto la risoluzione. L'anno scorso, nella medesima occasione, sia gli USA sia Israele avevano votato contro.
«Per noi, questo non è solo un altro voto. È una conferma che l'Ucraina non è sola e che i principi della Carta delle Nazioni Unite sono ancora importanti. Ringraziamo tutti i 107 Stati membri che hanno sostenuto questo messaggio chiaro. Continueremo ad agire, con fermezza e coerenza, per raggiungere una pace globale, giusta e duratura, in linea con la Carta dell'ONU», ha aggiunto Sybiha.
Critico l'ex generale Keith Kellogg, nonché ex inviato degli USA per l'Ucraina: «Un voto delle Nazioni Unite per una pace duratura in Ucraina e ci siamo astenuti. Chissà perché. La Federazione Russa era contraria alla proclamazione. Quattro anni di guerra non sono forse sufficienti? Bambini scomparsi, bombardamenti di città e uccisioni di innocenti non sono sufficienti? Non è un affare, è una guerra», ha scritto Kellogg su X.
L'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Steve Witkoff, ha annunciato un incontro a Ginevra con il capo della delegazione negoziale ucraina, il segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale, Rustem Umerov.
«Lo scopo principale della nostra permanenza a Ginevra è incontrare gli iraniani, perché stiamo cercando di risolvere questa situazione (un accordo sul nucleare) anche attraverso la diplomazia. Ma ho parlato con Rustem, con cui comunico quasi ogni giorno, letteralmente, e gli ho chiesto il permesso del presidente (ucraino Volodymyr) Zelensky per incontrarci a Ginevra» dopodomani, ha detto Witkoff, stando a quanto riferisce il giornale in linea ucraino Ukrainska Pravda. Secondo lui, lo scopo dell'incontro è quello di proseguire il dialogo e di esplorare «diverse opzioni su come raggiungere un accordo di pace».
La Svizzera «si impegna con determinazione per una pace giusta e duratura» in Ucraina, ha scritto questa sera sulla rete sociale X il presidente della Confederazione Guy Parmelin nel giorno in cui la guerra scatenata dalla Russia contro Kiev entra nel quinto anno.
Nel suo messaggio il capo del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca ha anche elogiato l'immensa resistenza del popolo ucraino e assicurato che la Confederazione sosterrà l'Ucraina con aiuti umanitari e nella ricostruzione.
Come in altre città svizzere, un raduno è stato organizzato nel tardo pomeriggio di oggi nel centro di Losanna per commemorare i quattro anni della guerra in Ucraina. Circa 200 persone si sono poi riunite davanti alla chiesa di Saint-Laurent per assistere a un concerto di beneficenza.
I fondi raccolti permetteranno di sostenere l'aiuto umanitario in Ucraina, secondo gli organizzatori. Diversi cantanti si sono alternati in «Place du 14 juin», tra cui bambini in coro e un gruppo di giovani. Il raduno di solidarietà con il popolo ucraino era iniziato intorno alle 17.
Sul volantino che annunciava il concerto, le diverse organizzazioni pro ucraine hanno scritto che «non abbiamo il diritto di abituarci alla guerra». E hanno aggiunto: «Mentre leggete queste righe, l'Ucraina continua a combattere - per la sua libertà, per il diritto internazionale, per la sicurezza e la libertà di tutta l'Europa».
Una mostra fotografica all'aperto è stata inoltre allestita in questi ultimi giorni sui gradini della chiesa di St-Laurent. Intitolata «I coraggiosi salvano vite», è dedicata ai soccorritori del Servizio nazionale ucraino per le situazioni di emergenza. Era visibile dal 20 febbraio fino ad oggi.
Secondo il quotidiano neocastellano ArcInfo, una cinquantina di persone si sono riunite nel pomeriggio anche a Neuchâtel in segno di sostegno all'Ucraina.
«Una pace negoziata, giusta e duratura per l'Ucraina, fondata sul diritto internazionale e sui Principi di Helsinki». È quanto chiede la troika dell'OSCE, composta del presidente in carica, il consigliere federale Ignazio Cassis, della ministra degli affari esteri finlandese Elina Valtonen e del segretario generale dell'organizzazione Feridun H. Sinirlioğlu.
In occasione del quarto anniversario dell'invasione russa, i leader del G7 (Gruppo dei sette, di cui fanno parte Canada, Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Giappone e Stati Uniti) riaffermano il loro «incrollabile sostegno all'Ucraina nella difesa della sua integrità territoriale e del suo diritto all'esistenza, nonché della sua libertà, sovranità e indipendenza». Lo riporta un comunicato.
«Esprimiamo il nostro continuo sostegno agli sforzi del presidente (statunitense Donald) Trump per raggiungere questi obiettivi avviando un processo di pace e portando le parti a colloqui diretti. L'Europa ha un ruolo di primo piano da svolgere in questo processo, insieme ad altri partner», dichiarano i leader del G7.
«Sosteniamo inoltre gli impegni assunti nell'ambito della Coalizione dei Volenterosi (alleati di Kiev) per fornire solide e affidabili garanzie di sicurezza all'Ucraina. Riconosciamo che solo Ucraina e Russia, lavorando insieme in negoziati in buona fede, possono raggiungere un accordo di pace», proseguono i Sette. «Accogliamo con favore gli sforzi compiuti dai membri del G7 e da altri partner per fornire un sostanziale sostegno finanziario e in natura all'Ucraina, aiutando il paese a superare questo inverno».
Il governo britannico di Keir Starmer nega categoricamente le accuse dei servizi segreti di Mosca secondo cui il Regno Unito e la Francia starebbero pianificando di dotare Kiev di un'arma nucleare o in alternativa di una cosiddetta bomba atomica sporca.
Accuse bollate come «menzogne» da un portavoce di Downing Street che aggiunge: «Si tratta solo di un plateale tentativo di Vladimir Putin (il presidente russo) di distrarre l'opinione pubblica internazionale dalle sue azioni efferate in Ucraina. Non c'è un briciolo di verità in queste affermazioni».
Il portavoce ha invece sottolineato le parole odierne del primo ministro Starmer che, nel quarto anniversario della guerra, «ha reso omaggio all'incredibile resistenza del popolo ucraino» assicurando che il Regno continuerà a sostenere «gli sforzi per una pace giusta e duratura».
«Sappiamo che non siamo soli. Grazie per il vostro sostegno e la vostra amicizia. Molto deve essere fatto e oggi abbiamo discusso dei passi da fare. In Europa non c'è posto per la flotta ombra russa (una rete di navi che permette a Mosca di continuare a vendere greggio a prezzi superiori al limite imposto e di finanziare così la guerra in Ucraina) e per il petrolio e il gas russi», ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in conferenza stampa a Kiev con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
«Ringrazio tutti quelli che, in Europa, sono dalla parte giusta della storia», ha sottolineato Zelensky.
«Alla Russia non può essere consentito di ottenere al tavolo dei negoziati ciò che non è riuscita a conquistare sul campo di battaglia. Accogliamo con favore tutti gli sforzi, compresi quelli dei nostri partner degli Stati Uniti, volti a una pace sostenibile, e la Russia deve sedersi al tavolo negoziale in modo serio, accettando che non vincerà questa guerra», ha dal canto suo affermato Costa.
«Questo anniversario non riguarda soltanto il ricordo del passato. Riguarda il plasmare il futuro. E quel futuro si scrive a Kiev, non a Mosca. L'unica strada possibile è una pace giusta e duratura. Una pace fondata sul diritto internazionale, sul rispetto della sovranità, dell'integrità territoriale e dei principi della Carta delle Nazioni Unite», ha dichiarato.
«Lasciatemelo dire con chiarezza cristallina. Il prestito da 90 miliardi (di euro, ossia circa 82 miliardi di franchi al cambio attuale, per Kiev) è stato concordato dai 27 nel Consiglio europeo, hanno dato la loro parola. Questa parola non può essere violata. Erogheremo il prestito in un modo o nell'altro. Abbiamo diverse opzioni e le utilizzeremo», ha assicurato von der Leyen.
«Condanniamo gli attacchi russi all'oleodotto Drubzha, che danneggiano la sicurezza energetica europea. Ringrazio la Croazia per compensare i rifornimenti di petrolio a Ungheria, Slovacchia e Serbia e chiedo di accelerare la riparazione dell'oleodotto», ha anche affermato la presidente dell'esecutivo europeo.
«Comprendo molto bene che per voi sia importante anche» avere «una data chiara» per entrare nell'UE, «una scadenza che rappresenti un obiettivo da raggiungere. Sapete però che, da parte nostra, non è possibile fissare date in quanto tali», ha poi detto von der Leyen.
«L'Ucraina è sulla buona strada per diventare membro dell'UE. Da parte mia c'è un forte incoraggiamento a mantenere questo buon ritmo» da parte di Kiev nelle riforme necessarie, «sono fiduciosa in questo processo», ha sottolineato.
«Avere una data chiara per l'adesione dell'Ucraina all'UE, il 2027, è molto importante per noi, e spero sia realizzabile», aveva appena detto Zelensky.
L'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) ha presentato a Mosca e Kiev «proposte concrete per l'utilizzo di strumenti dell'OSCE»: lo ha dichiarato oggi il suo presidente Ignazio Cassis in un discorso davanti al Consiglio permanente dell'OSCE sulla guerra condotta dalla Russia contro l'Ucraina, iniziata esattamente quattro anni fa.
Quest'ultima deve «anticipare ed essere pronta ad accompagnare qualsiasi iniziativa diplomatica seria che apra la strada alla pace», ha affermato. «I recenti colloqui tripartiti a Ginevra dimostrano che esiste uno spazio di dialogo. Spetta a noi essere pronti a sostenere qualsiasi progresso concreto», ha aggiunto il ticinese.
Cassis, che è anche capo della diplomazia svizzera, si è recentemente recato a Kiev e a Mosca con il segretario generale dell'OSCE Feridun Sinirlioğlu. «In entrambe le capitali abbiamo presentato proposte concrete» sui compiti che l'OSCE potrebbe assumersi: monitoraggio di un cessate il fuoco, sostegno elettorale e dialogo sulla sicurezza basato sui principi di Helsinki, ha spiegato Cassis.
«A Kiev abbiamo constatato le condizioni drammatiche in cui vive la popolazione civile. Questo è inaccettabile. Il diritto internazionale deve essere rispettato», ha sottolineato. «A Mosca ho ricordato che ogni Stato partecipante ha la responsabilità di rispettare i principi di Helsinki. Le ostilità devono cessare. I tre membri del personale dell'OSCE imprigionati dalla Russia - Vadym Golda, Maksym Petrov e Dmytro Shabanov - devono essere immediatamente rilasciati», ha aggiunto il ticinese.
Riferendosi all'OSCE, Cassis ha anche affermato che la presidenza svizzera ambisce a «preservare questa piattaforma unica di dialogo inclusivo».
«'A quattro anni dall'inizio dell'invasione russa su vasta scala dell'Ucraina, i leader della Coalizione dei Volenterosi (alleati di Kiev) si sono incontrati per esprimere la loro solidarietà al presidente (Volodymyr) Zelensky e al popolo ucraino. Hanno offerto il loro pieno e incrollabile sostegno all'Ucraina nella sua lotta per la sovranità e l'integrità territoriale e nella sua difesa della libertà dell'Europa»: è quanto si legge in una nota diffusa dall'Eliseo.
Su invito del premier britannico Keir Starmer, del presidente francese Emmanuel Macron e del cancelliere tedesco Friedrich Merz, si prosegue nel comunicato, «oltre 30 leader hanno partecipato all'incontro virtuale. Il presidente Volodymyr Zelensky è stato raggiunto di persona a Kiev dai leader dei paesi nordici e baltici, dell'UE e della Croazia. I leader hanno ribadito il loro incrollabile impegno a lavorare insieme per raggiungere una pace giusta e duratura, in conformità con i principi della Carta delle Nazioni Unite».
Mosca fornirà agli USA le informazioni su un presunto piano di Francia e Gran Bretagna per fornire armi nucleari a Kiev, denunciato oggi dai servizi segreti russi per l'estero (Svr). «Gli americani - ha detto Yuri Ushakov, consigliere per la politica estera del presidente Vladimir Putin - saranno informati di tutto, naturalmente. Questa informazione agli americani arriverà, gliela faremo arrivare».
Ushakov parlava in un'intervista alla televisione russa, ripresa dall'agenzia di stampa ufficiale russa Tass. Alla domanda se questo cambierà la posizione della Russia, il consigliere presidenziale ha risposto: «Certamente, ne parleremo appositamente con gli americani».
Da parte sua il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, ha condannato i presunti piani di Parigi e Londra, affermando che «rasentano la follia». Anche la portavoce del ministero degli esteri, Maria Zakharova, ha commentato la notizia, dichiarando che «i tentativi di fornire armi atomiche all'Ucraina sono categoricamente inaccettabili».
Con 437 voti a favore, 82 contrari e 70 astenuti, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che condanna con forza la guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, definendola «una grave violazione del diritto internazionale», chiedendo «il ritiro immediato delle truppe russe da tutto il territorio ucraino» e ribadendo che «non verrà riconosciuta alcuna annessione».
«Il futuro dell'Ucraina è nell'Unione europea»
Il voto è arrivato dopo l'intervento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky in video collegamento da Kiev, con gli eurodeputati che sottolineano come Mosca e il regime della Bielorussia siano pienamente responsabili del conflitto e dei crimini commessi. Nella risoluzione si afferma che «il futuro dell'Ucraina è nell'Unione europea» e si sollecita anche «un aumento del sostegno militare, politico e diplomatico a Kiev». Un eventuale accordo di pace, sottolineano i deputati, dovrà inoltre «prevedere garanzie di sicurezza solide e credibili, comparabili all'articolo 5 della Nato, nel rispetto del diritto internazionale».
Le altre richieste
La risoluzione chiede infine un rafforzamento delle sanzioni e il completo disaccoppiamento energetico dell'Ue dalla Russia, compresa la dismissione definitiva dei gasdotti Nord Stream. Al testo l'eurodeputato liberale Petras Austrevicius ha chiesto di aggiungere anche un emendamento orale di condanna al veto imposto da Orban e Fico in merito al prestito a Kiev, ma ha incontrato l'opposizione degli eurodeputati dei Patrioti, in numero sufficiente per bloccare l'inserimento dell'ultimo minuto.
Quattro soldati russi hanno denunciato l'orrore e la brutalità delle condizioni di vita dalla loro parte del fronte in Ucraina nel documentario della Bbc «The Zero Line: Inside Russia's War». I quattro raccontano in dettaglio come sono stati torturati per essersi rifiutati di partecipare ad attacchi, descritti come «al limite delle missioni suicide».
Le truppe russe chiamano questi attacchi «tempeste di carne», in cui ondate di uomini vengono inviate senza sosta attraverso la linea del fronte nel tentativo di indebolire le forze ucraine. Per la prima volta, continua la Bbc, i soldati russi in prima linea raccontano pubblicamente di aver visto i comandanti ordinare l'esecuzione dei propri uomini.
In una delle testimonianze, un militare afferma di aver visto 20 corpi di commilitoni giacere in una fossa dopo essere stati «azzerati», il termine «azzerare» è un termine gergale militare russo che significa giustiziare i propri commilitoni.
«Gli obiettivi» dell'intervento militare russo in Ucraina «non sono stati pienamente raggiunti», e quindi «l'operazione militare speciale continua». Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalle agenzie russe.
Peskov ha tuttavia affermato che «la Russia rimane aperta a raggiungere i suoi obiettivi con mezzi politici e diplomatici». «Il lavoro in questo campo continua, gli interessi della Russia saranno garantiti in ogni caso», ha aggiunto il portavoce del presidente Vladimir Putin, citato dalla Tass.
Una lunga, lunghissima fila di bandiere, candele, foto dei soldati caduti. Di fronte, Volodymyr Zelensky e il gruppo di leader europei arrivati a Kiev, pronti a onorare per il quarto anno consecutivo la resistenza ucraina. È finita da alcuni minuti la cerimonia in onore dei caduti a piazza Maidan, simbolo della rivoluzione ucraina del 2014 e, più in generale, della resistenza al nemico russo.
Il freddo, dopo giorni che a Kiev raccontano come difficilissimi, sembra aver dato un attimo di tregua agli abitanti della capitale. Il minuto di silenzio d'ordinanza viene chiamato al termine dell'elenco dei presenti, fatto dallo speaker ucraino. Con Ursula von der Leyen e Antonio Costa ci sono il finlandese Alexander Stubb, la danese Mette Frederiksen, il croato Andrej Plenkovic, parte di un gruppo di capi di Stato e di governo espressione soprattutto del Nord Europa. «Oggi è un giorno di commemorazione in Ucraina. In Europa. Ricordiamo le vite perdute: i soldati, i civili, i bambini. Ricordiamo le comunità distrutte, le case rase al suolo e i bambini strappati alle loro famiglie», ha sottolineato Costa prima ai cronisti presenti a Kiev e poi anche su X. Ma non c'erano solo i leader, a piazza Maidan. Poco dietro presenti gli ambasciatori dei Paesi occidentali, una rappresentanza di familiari dei caduti, membri del governo ucraino. Ognuno con la sua candela, da portare in cima ai gradini di piazza Maidan. Davanti a loro, l'iconico monumento all'Indipendenza che celebra l'autonomia dell'Ucraina dall'Unione Sovietica, nel 1991.
«Vorrei davvero venire qui con il presidente degli Stati Uniti un giorno. Lo so per certo: solo venendo in Ucraina e vedendo con i propri occhi la nostra vita e la nostra lotta, toccando con mano il nostro popolo e l'enormità di questo dolore, solo allora si potrà capire di cosa tratta veramente questa guerra», ha detto Zelensky in un passaggio del suo discorso video.
Un viaggio in Ucraina potrebbe chiarire a Trump «chi è l'aggressore qui e chi deve essere messo sotto pressione», ha suggerito Zelensky in un passaggio del discorso rilanciato dal Guardian. «Questa non è una rissa di strada, è un attacco di uno Stato malato a uno Stato sovrano» e Putin «è la causa del suo inizio e l'ostacolo alla sua fine. Ed è la Russia che deve essere rimessa al suo posto. Affinché ci possa essere una vera pace».
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha accusato la Francia e la Gran Bretagna di una «palese violazione del diritto internazionale» per la loro presunta «intenzione di trasferire una bomba nucleare a Kiev» e ha aggiunto che «queste informazioni saranno prese in considerazione dalla Russia durante i negoziati sull'Ucraina».
Peskov, citato dalle agenzie russe, si riferiva a dichiarazioni del servizio di intelligence per l'estero (Svr), secondo il quale appunto Parigi e Londra sarebbero intenzionate a fornire ordigni nucleari a Kiev per rafforzarne la posizione nei negoziati.
Secondo l'Svr il possesso di una bomba nucleare, o di una cosiddetta 'bomba sporca', darebbe a Kiev una posizione più solida nei negoziati per la fine del conflitto con Mosca. «È stata presa in considerazione come opzione la testata francese di piccole dimensioni TN75 del missile balistico lanciato da sottomarino M51.1», precisa l'intelligence russa.
«È imperativo che l'Ucraina continui a ricevere gli aiuti militari, finanziari e umanitari di cui ha bisogno per difendersi dal terrore russo dai cieli e mantenere la linea del fronte. Questo supporto è essenziale. L'Ucraina ha bisogno di più, perché una promessa di aiuto non pone fine a una guerra. L'Ucraina ha bisogno di munizioni oggi e ogni giorno finché non cesserà lo spargimento di sangue». Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato Mark Rutte in occasione del quarto anniversario della guerra di aggressione russa in Ucraina.
«Nonostante le posizioni di Putin - ha aggiunto - la Russia non è riuscita a soddisfare le proprie ambizioni sul campo di battaglia. Putin deve dimostrare se fa sul serio con la pace. Il presidente Trump è stato chiaro fin dall'inizio di voler porre fine alla guerra ora. Il popolo ucraino merita una pace giusta e duratura. La sua sicurezza è la nostra sicurezza. Non può esserci vera pace in Europa senza una vera pace in Ucraina».
«Quando i combattimenti finalmente cesseranno - ha concluso - la pace dovrà reggere su forti truppe ucraine» e «con efficaci garanzie di sicurezza da parte dei partner dell'Ucraina, Europa, Canada e Stati Uniti. Ciò garantirà stabilità all'Ucraina per la ricostruzione e sarà il fondamento della sua prosperità».
«Da quando è stata presa la decisione» sul prestito a Kiev, «l'Ucraina ha usato l'energia come arma per ragioni politiche, interferendo nella campagna elettorale ungherese in corso al fine di fomentare incertezza e caos e quindi favorire l'ascesa al potere del partito Tisza» a scapito del premier Viktor Orban. Lo ha detto il ministro degli Affari europei ungherese, Janos Boka, a Bruxelles, respingendo le accuse sull'opposizione di Budapest al via libera al prestito da 90 miliardi per l'Ucraina.
«La posizione ungherese rimane invariata - ha evidenziato -. Non cederemo alle pressioni, né da parte dell'Ucraina né da parte delle istituzioni Ue, e finché il trasporto attraverso l'oleodotto Druzhba non verrà avviato, non si potrà parlare di un nostro contributo a decisioni favorevoli all'Ucraina».
La Commissione europea ha chiarito che «non eserciterà alcuna pressione sull'Ucraina affinché riprenda il trasporto attraverso l'oleodotto Druzhba. Al contrario, continua a fare pressioni sull'Ungheria» affinché «l'Ucraina possa ricevere sostegno: ritengo che questa sia la più grave violazione del principio di leale cooperazione», ha sottolineato Boka al suo arrivo al Consiglio affari generali a Bruxelles. «Nessuna istituzione europea o Stato membro dell'Ue può aspettarsi che agiamo come se nulla fosse accaduto. Si tratta di sviluppi molto gravi a cui è necessario rispondere in qualche modo», ha rimarcato.
Il Regno Unito resta al fianco di Kiev a quattro anni dall'inizio della guerra con la Russia e s'impegna a fa sì che Mosca «non vinca». Lo scrive il premier britannico Keir Starmer sul suo profilo X, poco prima di co-presiedere con il francese Emmanuel Macron - e alla presenza di Volodymyr Zelensky - una video-riunione di leader degli alleati di Kiev radunati nella cosiddetta Coalizione dei Volenterosi per commemorare questo quarto anniversario con l'annuncio di nuovi aiuti.
«A quattro anni dalla barbarica invasione russa su vasta scala dell'Ucraina - scrive Starmer - il nostro messaggio al popolo ucraino è semplice: la Gran Bretagna è con voi». «Oggi - aggiunge - noi rafforziamo il sostegno militare, umanitario e per la ricostruzione: sosteremo l'Ucraina per tutto il tempo necessario a ottenere una pace giusta e duratura». «La Russia - conclude il primo ministro britannico - non vincerà questa guerra. Slava Ukraini».

