
La visita di domani nella città federale del presidente del Congresso ebraico mondiale (WJC) Ronald Lauder - che oggi ha tenuto una conferenza stampa a Berna - dovrebbe rappresentare un segnale di riconciliazione nei confronti del Consiglio federale in seguito alla vicenda dei fondi in giacenza. Nei colloqui con il presidente della Confederazione Pascal Couchepin sarà però pure evocato il tanto chiacchierato viaggio a Teheran di Micheline Calmy-Rey. La visita in Svizzera del nuovo presidente del WJC aveva all'inizio quale unico scopo quello di togliere gli ultimi ostacoli sorti in seguito alla vicenda dei fondi ebraici in giacenza, contraddistinta da attacchi sovente feroci contro le banche elvetiche e la "Svizzera". Si sarebbe dovuto trattare soltanto di una visita di cortesia da parte di Lauder. Nel frattempo, però, la responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) Micheline Calmy-Rey si è recata a Teheran per sostenere la firma di un contratto di fornitura di gas tra un'impresa privata elvetica e le autorità iraniane. In quell'occasione, la ministra degli esteri si è pure intrattenuta con il presidente Mahmud Ahmadinejad. Il Congresso ebraico mondiale aveva allora fortemente criticato il viaggio della consigliera federale, qualificandolo di "trionfo per il regime dei Mullah". In una conferenza stampa a Berna, il presidente Lauder si è ancora chiesto "per quale motivi la ministra svizzera si sia intrattenuta con il presidente iraniano". "I soldi versati dalla Svizzera potrebbero servire ad uccidere Israeliani e a inviare missili" sullo Stato ebraico, ha precisato Lauder, aggiungendo che a più riprese Ahmadinejad ha dichiarato che Israele "dovrebbe essere radiato dalla carta geografica". ATS
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