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Estero
Violenze anti cristiane, condanne e assoluzioni
Redazione
17 anni fa

Una corte dell'Orissa, Stato dell'India centro-orientale, ha condannato tre persone per le violenze anticristiane dell'anno scorso a Kandhamal, assolvendone altre dieci. Lo riferisce l'agenzia Ians. In un processo, due persone sono state condannate a cinque anni di carcere duro e a una multa per aver dato alle fiamme una casa di cristiani. In un secondo processo, un uomo è stato condannato a quattro anni per lo stesso reato, mentre dieci persone sono state assolte. Nell'agosto scorso altre 16 persone erano state assolte dopo aver incendiato un'abitazione di cristiani. Era il 23 agosto dell'anno scorso quando il leader religioso indù Swami Laxanananda venne ucciso nel suo eremo (ashram), nel distretto di Kandhamal, da una ventina di sconosciuti, durante una sessione di yoga. Con lui vennero assassinate altre cinque persone, tra le quali due suoi figli. Qualcuno tra i rappresentanti religiosi indù accusò la comunità cristiana, nonostante i giornali avessero pubblicato una rivendicazione dei ribelli maoisti. Da quel momento fu una feroce e spietata caccia ai cristiani. Centinaia di induisti sfruttarono l'occasione per mettere in atto un piano studiato da tempo, eliminare i cristiani colpevoli, a loro giudizio, di conversioni forzate, soprattutto tra le caste basse e i fuori casta. Settimane di scontri durante i quali diversi cristiani - fra cui donne e bambini - furono bruciati vivi, suore furono violentate e preti uccisi. Ci furono 38 vittime ufficiali, anche se altre fonti parlano di almeno 100 vittime. ATS

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