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Estero
Vino da messa? Va di moda il bianco, non macchia arredi sacri
Redazione
17 anni fa

Il vino da messa? Non è rosso a simboleggiare il sangue di Cristo. Nella stragrande maggioranza dei casi, infatti, è bianco. La ragione è dettata da pura convenienza: il bianco macchia di meno paramenti e arredi sacri e quindi è meno penalizzante. A raccontarlo è l'italiano Roberto Bava, titolare di una ditta che da diversi anni organizza seminari internazionali dedicati al vino sull'altare, ed è anche tra i fornitori del Vaticano. "Il vino rosso ha certamente una valenza più simbolica, ma nella maggior parte dei casi - dice Bava - i parroci, durante l'eucarestia, utilizzano il vino bianco. La ragione è la più banale che si possa immaginare: sporca di meno paramenti e arredi sacri. E, anche se si versa durante la messa, la macchia si nota meno". In Oriente i preti hanno risolto il problema utilizzando tovaglie rosse sugli altari. Bianco o rosso, quel che conta è che il "vino divino" sia doc perchè "se è adulterato da sostanze non regolari - spiega il produttore - anche la messa viene invalidata. In Australia, ad esempio, consentono di aggiungere delle sostanze per aromatizzare il vino. In Italia è impensabile, perchè la celebrazione sarebbe nulla". E così, dalla mente di Bava è uscito 'Allelujà, barocco Moscato liquoroso che va per la maggiore anche nella Santa Sede, dove l'etichetta parla chiaro: 'Ex genimine vitis, impollutum' (vino naturale, incorrotto, nato dalla vite). Per le chiese di tutto il mondo, poi, l'enologo realizza 'Malvaxia Sincerum', un passito ricavato dall'uva rossa di Schierano con tanto di etichetta in latino, autorizzazione del Vicario Foraneo e timbro della Curia Vescovile di Casale Monferrato. ATS

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