
La decisione della Libia di chiudere il Paese ai cittadini provenienti dall'area Schengen si inserisce nella "guerra diplomatica" che vede opposti Berna e Tripoli e che rischia ora di investire tutta l'Europa. Lo ha affermato oggi il Ministero degli esteri italiano. Secondo un suo portavoce, si tratta di una risposta diretta alla pubblicazione da parte del governo elvetico di una sorta di "black list", cioé di una serie di persone non gradite, che comprende 188 personalità libiche tra le quali lo stesso colonnello Gheddafi. Tripoli accusa in particolare l'Unione europea (UE) di mostrare "solidarietà sistematica e programmatica" a Berna, limitando i visti Schengen ai cittadini libici. Raggiunto dall'ATS, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) non ha voluto commentare l'informazione. Un suo portavoce ha semplicemente affermato che è risaputo che la Confederazione attui una politica restrittiva nei confronti della Libia in materia di visti. Anche il rappresentante dell'Unione europea a Berna, Michael Reiterer, non ha voluto oggi fare commenti sulla decisione libica. ATS
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