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Estero
Vicenda Gheddafi: DFAE a Davos ha fatto concessioni, invano
Redazione
17 anni fa

In occasione del Forum economico di Davos (WEF), Berna ha tentato di riavvicinarsi alla Libia facendo concessioni, in particolare offrendo maggiore collaborazione a livello umanitario e medico e ammettendo che la polizia ginevrina, arrestando il figlio di Muhammar Gheddafi e sua moglie, ha agito senza tatto, pur nella legalità. A Davos Micheline Calmy-Rey ha presentato un memorandum of Understanding in questo senso a Saif al-Islam Gheddafi, un altro figlio del colonnello libico. La notizia, pubblicata oggi dalla "NZZ am Sonntag", è stata confermata dalla ministra degli esteri elvetica. "Nel documento abbiamo riconosciuto che i metodi della polizia ginevrina mancano di tatto nell'applicazione delle regole di cortesia internazionale", ha dichiarato la Calmy-Rey ai microfoni della radio della svizzera romanda RSR, aggiungendo che il testo sottolineava come l'intervento dei poliziotti fosse tuttavia legale. Il Memorandum ventilava anche la possibilità di far seguire agli agenti ginevrini un corso di diplomazia, per evitare il ripetersi di incidenti analoghi. Come contropartita, si chiedeva di consentire ai due cittadini elvetici bloccati in Libia dallo scoppio della crisi di lasciare il paese e di levare le sanzioni economiche contro le imprese svizzere. "Il documento è stato accettato, sembrerebbe, dal primo ministro libico e da Saif al-Islam Gheddafi, ma non dal leader, e non ha quindi piu alcun valore", ha affermato la consigliera federale. "Le discussioni con la controparte libica proseguono", ha aggiunto, precisando che le trattative sono tuttora "difficili". ATS

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