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Italia-Svizzera
Via libera definitivo dalla Camera all'accordo Svizzera-Italia
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Keystone-ats
3 anni fa
Il testo è stato definitivamente approvato con 239 voti a favore e nessun contrario dalla Camera dei Deputati. Ora si attende il via libera dal Senato.

Via libera unanime a Roma dell'Aula della Camera alla ratifica dell'accordo tra Italia e Svizzera sull'imposizione dei lavoratori frontalieri, per evitare le doppie imposizioni e per regolare talune altre questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio. Il testo è stato definitivamente approvati con 239 voti a favore e nessun contrario. Ma per essere totalmente definitiva manca un ultimo 'sì': con l'aggiunta degli emendamenti sul telelavoro e la black list, per l'approvazione definitiva il testo torna ora in terza lettura al Senato.

L'intesa

L'intesa, firmata a Roma il 23 dicembre 2020, stabilisce il metodo della tassazione concorrente, che attribuisce i diritti di imposizione sia allo Stato di residenza sia a quello fonte del reddito da lavoro dipendente. L'imponibile riguarda l'80% del Paese dove si lavora. Lo Stato di residenza applica poi la propria tassazione sui redditi ed elimina la doppia imposizione relativamente alle imposte prelevate nell'altro Stato. Al lavoratore svizzero che opera in Italia l'imposta netta e le addizionali comunale e regionale all'IRPEF saranno ridotte del 20%. Per i lavoratori provenienti dall'Italia, la disoccupazione sarà equiparata a quella percepita dagli svizzeri per i primi tre mesi, a meno che quella italiana non sia di importo più elevato rispetto a quella elvetica. I Comuni italiani di frontiera avranno un finanziamento di 89 milioni di euro annui, e per potenziamento infrastrutture e sostegno ai salari arrivano 1,66 milioni di euro con l'istituzione di un Fondo per lo sviluppo economico.

La dichiarazione di Ricciardi

“Finalmente, dopo anni di lavoro, la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la ratifica dell'accordo fiscale Italia-Svizzera a cui è stata abbinata la proposta a firma mia e della collega Quartapelle. Un accordo che riguarda le sorti di 100'000 persone che ogni giorno attraversano la frontiera per lavorare in Svizzera: oltre 80'000 nel vicino Ticino, i restanti nei Grigioni e nel Vallese. I frontalieri italiani rappresentano sulla carta un quarto dell’intero contingente, 380'000, ma in realtà sono molti di più, visto che negli ultimi anni molti italiani si trasferiscono direttamente in Francia o Germania per lavorare a Ginevra o Basilea”. Lo ha detto Toni Ricciardi, deputato del Pd eletto nella circoscrizione Europa e cittadino svizzero, intervenendo in dichiarazione di voto nell’Aula della Camera sul DDL di ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra Repubblica italiana e la Confederazione svizzera. “Per gli attuali lavoratori frontalieri – spiega sempre Ricciardi - non cambierà nulla, l'accordo consente a chi oggi è un lavoratore frontaliere di mantenere l'attuale regime fiscale fino al raggiungimento della pensione. Per i lavoratori che verranno assunti a partire dalla data di entrata in vigore del nuovo accordo, è prevista una tassazione dell'80% dell'imponibile in Svizzera che verrà portata in detrazione in Italia e dopo l'applicazione della franchigia si pagheranno le imposte in Italia con le aliquote vigenti. Inoltre, è stata vietata la doppia imposizione; in tal senso, credo sia giunto il momento di applicarla, anche sulle prime case degli emigranti, che pagano la loro prima casa in Italia come seconda casa, e allo stesso tempo la debbono dichiarare al fisco svizzero il quale in molti casi applica una imposta indiretta, nel senso che produce lo scatto ad una soglia di tassazione superiore a quella effettiva, in altre parole, fa cumulo con il reddito prodotto”, aggiunge il deputato democratico.

"Il provvedimento non tocca solo i lavoratori"

“Questo provvedimento - aggiunge - non riguarda solo lavoratrici e lavoratori, ma tanti piccoli comuni ubicati nel raggio dei 20 km dalla frontiera svizzera che da anni vivono difficoltà di varia natura: dumping finanziario e fiscale nei confronti della vicina Confederazione: forza lavoro oggetto di attacchi strumentali da parte di una fetta di opinione pubblica ticinese che vede nel frontaliere il male assoluto, l’oggetto o meglio il soggetto sul quale riversare le proprie angosce e difficoltà economiche. Abbiamo previsto, a partire dal 2025 fino al 2045, lo stanziamento di oltre 2,5 miliardi di euro per colmare il disagio socioeconomico dei comuni di frontiera. Inaugurando una prassi che dovrebbe fare scuola per tutte le aree del margine del paese. Dobbiamo continuare a lavorare per rafforzare la cooperazione. Le relazioni tra Italia e Svizzera sono buone, con l'eccezione di alcuni dossier critici che riguardano la parte italofona del Ticino, e che creano alcune tensioni e offrono grandi potenzialità per entrambi i Paesi. La Svizzera è un importante interlocutore per la nostra economia come noi lo siamo per loro. Dobbiamo lavorare per rafforzare e allargare il quadro di cooperazione”, conclude Ricciardi