

Una nave militare russa ha condotto nelle scorse ore «un'esercitazione» a 40 miglia nautiche dalle coste meridionali britanniche (quasi 75 chilometri), sparando alche alcuni colpi di artiglieria in mare aperto. Lo riportano oggi i media del Regno Unito citando fonti della Difesa di Londra.
L'episodio è avvenuto in acque internazionali a sud di Plymouth, città portuale affacciata sulla Manica nel Devon (sud-ovest dell'Inghilterra), ha precisato un portavoce, sottolineando che la nave russa, identificata come la fregata Neustrashimy, è stata sorvegliata costantemente dalla Royal Navy finché non si è allontanata. Anche la marina francese è intervenuta in azione di monitoraggio a distanza.
La fregata risulta aver sparato 5 colpi, nell'ambito di un'azione durata in totale circa mezz'ora. Non vi sono stati incidenti, ma l'accaduto viene commentato a Londra come un rinnovato segnale di tensione nei rapporti con Mosca, sullo sfondo della guerra in Ucraina, in coincidenza con l'avvento al governo nel Regno di un nuovo primo ministro, Andy Burnham, al posto di Keir Starmer, e di un nuovo titolare della Difesa nella persona di Wes Streeting.
Giusto il mese scorso, unità di commando dei Royal Marines britannici hanno abbordato per la prima volta direttamente, in acque internazionali della Manica, una nave cargo indicata come legata alla «flotta fantasma» accusata di aiutare la Russia di Vladimir Putin ad aggirare le sanzioni occidentali sul commercio di petrolio e di altri prodotti.
L'Unicef è profondamente rattristato dalle notizie che riportano la morte di due bambini e il ferimento di almeno altri 50 negli attacchi avvenuti in tutta l'Ucraina nell'ultima settimana. Lo sottolinea la stessa agenzia Onu esprimendo preoccupazione per le continue uccisioni e i ferimenti di bambini in Ucraina: il mese di giugno ha registrato il numero mensile più alto di vittime tra i bambini dal 2022, con 7 bambini uccisi e 116 feriti.
Il 19 luglio, un magazzino appaltato dall'Unicef a Bilohorodka è stato gravemente danneggiato a seguito di attacchi da parte delle forze armate russe, che hanno distrutto le forniture umanitarie destinate ai bambini e alle famiglie colpite dalla guerra in Ucraina. È in corso la valutazione complessiva dell'impatto.
Al momento dell'attacco, il magazzino conteneva oltre 106.000 articoli per un valore stimato di 3,9 milioni di dollari. Tra questi vi sono generatori, acqua potabile, kit igienici e serbatoi per lo stoccaggio dell'acqua, fondamentali per l'intervento dell'Unicef in Ucraina, in particolare per i bambini e le famiglie nelle zone di prima linea e in vista del prossimo inverno. Questo attacco - sottolinea Unicef - ha fatto parte di un'altra notte terrificante e insonne per i bambini. Gli allarmi antiaerei e le esplosioni sono durati per ore a Kiev e nella regione. Sono state segnalate vittime e danni alle abitazioni.
Gli attacchi continui - evidenzia ancora l'agenzia Onu - stanno inoltre ostacolando la risposta umanitaria. I danni ai magazzini umanitari e gli attacchi contro gli operatori umanitari impediscono la distribuzione di aiuti salvavita ai bambini e alle famiglie colpite dalla guerra. Questi attacchi devono cessare, chiede Unicef. I bambini e le strutture umanitarie devono essere protetti. Più di ogni altra cosa, i bambini in Ucraina hanno bisogno di una pace duratura.
Il Fondo Monetario Internazionale ha annunciato di aver dato il via libera all'accesso immediato per l'Ucraina a un fondo di 690 milioni di dollari dopo la revisione del programma di prestiti. Ciò porterebbe gli esborsi dell'FMI da 8,1 miliardi di dollari a circa 2,2 miliardi. La revisione arriva mentre l'Ucraina spinge per mantenere una stabilità economica nonostante il quinto anno di guerra. «L'Ucraina - si legge in una nota del Fondo - ha mantenuto una stabilità macroeconomica e finanziaria nonostante la guerra in corso con la Russia, un contesto esterno più difficile e rischi che restano eccezionalmente elevati». Il direttore generale dell'FMI, Kristalina Georgieva, ha detto che «l'Ucraina continua a dimostrare una notevole resilienza» di fronte al conflitto. «Preservare la stabilità macroeconomica rimane la priorità immediata», ha aggiunto. Ha sollecitato una «politica fiscale prudente» e una politica monetaria oculata, unitamente a misure per salvaguardare la solidità del settore finanziario.

