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Estero
Vertice Americhe: Obama in Messico, poi a vertice
Redazione
17 anni fa

Dopo l'Europa, che è riuscito a sedurre, tocca all'America Latina, dove il compito appare più difficile: il presidente degli Stati Uniti Barack Obama sarà domani a Città del Messico per un incontro col suo omologo Felipe Calderon. Poi, si recherà a Port of Spain, la capitale di Trinidad e Tobago, dove è in calendario, tra venerdì e domenica, il quinto Vertice delle Americhe. Sono due appuntamenti molto differenti. Usa e Messico condividono una lunga frontiera e hanno l'obbligo di andare d'accordo. I grossi problemi sono sostanzialmente due: la lotta al narcotraffico, con il recente drammatico aumento delle violenze nelle aree di frontiera, e la questione dell'immigrazione clandestina negli Usa, sostanzialmente proveniente dal Messico. L'Amministrazione Obama ha fatto sapere di apprezzare l'operato di Calderon, mentre nella sua prima visita in Messico la segretaria di Stato Hillary Clinton aveva segnalato una svolta nella posizione Usa: riconoscendo che il narcotraffico serve soprattutto ad alimentare i consumatori statunitensi. E proprio oggi è stata annunciata la nomina di Alan Bersin, a 'zar' americano della lotta alla droga. A Trinidad saranno presenti una serie di leader 'scomodi' come il venezuelano Hugo Chavez, il boliviano Evo Morales, il nicaraguense Daniel Ortega (l'uomo della rivoluzione sandinista), oltre ad un amico del predecessore di Obama George W. Bush, il colombiano Alvaro Uribe. Ci sarà ovviamente il brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, che Obama ha già incontrato a diverse riprese, con cui va d'accordo e che sembra confermarsi l'uomo forte del continente. Ma ci sarà anche un convitato di pietra: il rappresentante di Cuba, che non essendo una democrazia non fa parte del club panamericano. Ma, senza l'ombra di un dubbio, i recenti spiragli aperti da Obama liberalizzando viaggi e rimesse fondi saranno uno dei temi affrontati nella città caraibica. Con Chavez, da sempre molto critico degli Usa, reduce da un viaggio in Cina, in Iran e a Cuba, si tratterà di un primo contatto, anche se non sono previsti incontri bilaterali. Il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs, ha confermato che Obama ha l'intenzione di parlare con chi lo desidera, "se no si resta in una stanza sa soli". In America Latina la popolarità di Obama non è forte come in Europa, anche se c'è molta curiosità nei confronti del nuovo presidente, dopo gli anni difficili di Bush, interessato soprattutto a varare ripetuti accordi di libero scambio. Su questo punto Obama non intende fare marcia indietro (è pronto a firmare con Panama ed a stipulare accordi con la Colombia), ma la crisi economica, secondo molti esperti provocata dagli Stati Uniti e che ha colpito in pieno le esportazioni latino-americane, ha rimescolato totalmente le carte. Vista anche l'imminenza di elezioni presidenziali in quattro paesi sudamericani, come molti suoi predecessori, Obama rischia di finire sul banco degli accusati. ATS

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