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Estero
Venti guerra Siria-Turchia, Ankara risponde bombardando
Redazione
14 anni fa

Venti di guerra fra Siria e Turchia: Ankara ha risposto ieri sera bombardando a più riprese con l'artiglieria a 'obiettivi siriani' lungo il confine a un colpo di mortaio sparato in zona dal territorio siriano - dove sono in corso combattimenti fra forze governative di Damasco e ribelli - e caduto nel pomeriggio nella cittadina turca di Akcakale, con un bilancio di cinque morti e numerosi feriti. La tensione si è fatta altissima fra i due vicini mediorientali dopo mesi di improvvise impennate e di periodi di relativa calma. Mai come ora i due Paesi sono vicini ad un conflitto dalle conseguenze imprevedibili per tutta la regione. E nelle prossime ore il parlamento turco si riunirà per valutare l'autorizzazione al governo a ordinare incursioni e ulteriori azioni militari, anche all'interno del territorio siriano, a ridosso della frontiera comune. Una riunione urgente della Nato si è svolta intanto nella notte a Bruxelles su richiesta della Turchia dopo un colloquio telefonico fra il ministro degli Esteri Ahmet Davutoglu e il segretario dell'Alleanza Anders Fogh Rasmussen. La riunione del Consiglio Atlantico, convocata in base all'articolo 4 del Trattato (che prevede l'obbligo di consultazioni tra alleati su richiesta di uno Stato membro che si senta minacciato dall'esterno), è sfociata in una dichiarazione di piena solidarietà ad Ankara e in un duro avvertimento a Damasco: con l'intimazione a un stop "immediato" di quelli che vengono definiti "atti aggressivi contro un alleato". Da Washington, hanno fatto eco la Casa Bianca e il Dipartimento di Stato, assicurando che gli Stati Uniti sono al fianco della Turchia e cogliendo la palla al balzo per sollecitare le altre potenze a spingere ora davvero per l'uscita di scena del regime di Bashar al-Assad. Nessuno ha tuttavia fatto riferimento a interventi militari internazionali, anche se il Pentagono ha usato toni pesantissimi, parlando degli ultimi incidenti come di un nuovo esempio del "comportamento depravato" di Damasco. L'Onu, per bocca del segretario generale, Ban Ki-Moon, ha dal canto suo ammonito la Siria a rispettare i Paesi vicini. Mentre la rappresentanza di Ankara al Palazzo di Vetro ha denunciato il colpo di mortaio come "una violazione flagrante del diritto internazionale" e ha chiesto al Consiglio di Sicurezza - che terrà in giornata una seduta ad hoc - di assumere "le azioni necessarie" per fermare "simili atti di aggressione". ATS

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