Cerca e trova immobili
Estero
Venti anni fa il picnic che cambiò la storia
Redazione
17 anni fa

Una festa popolare sul confine austro-ungherese, dal nome poco altisonante di "Picnic Paneuropeo", si trasformò in uno di quegli eventi decisivi che 20 anni fa cambiarono il corso della Storia. Il 19 agosto 1989, da quel raduno amichevole est-ovest, partì il primo colpo alla cortina di ferro, e poco dopo sarebbe caduto il Muro di Berlino. Quell'evento storico viene commemorato oggi a Sopronpuszta (vicino a Sopron) in una cerimonia con la partecipazione anche della cancelliera Angela Merkel, una tedesca dell'est, del presidente ungherese Laslo Solyom, del premier ungherese Gordon Bajnai e del ministro degli esteri austriaco Michael Spindelegger. Il raduno di Sopron (St. Margarethen, sul lago Neusiedlersee in Austria) era stato organizzato da oppositori ungheresi, dal Foro democratico Mdf e l'Unione Paneuropa dell'europarlamentare Otto d'Asburgo, figlio dell'ultimo imperatore Carlo e della moglie Zita. Copromotore era il vice premier Imre Pozsgay, che autorizzò per alcune ore l'apertura del confine per la festa. Quella che avrebbe dovuto essere una temporanea rimozione della frontiera di sole tre ore, si trasformò in una fuga in massa di cittadini della DDR a ovest. Neanche tre mesi dopo, sull'onda della Perestrojka di Mikhail Gorbaciov in Urss - e dopo l'assalto di tedeschi dell'est all'ambasciata della Germania ovest a Praga, la "rivoluzione di velluto" ceca, e le "dimostrazioni del lunedì" nella DDR - il Muro di Berlino crollava. L'Ungheria, che già ai tempi del leader comunista Janos Kadar (dal '56 all'88) era il paese più aperto del blocco sovietico guadagnandosi l'etichetta di "Gulaschkommunismus" (comunismo del gulasch), aveva già avviato diverse riforme sociali, economiche e politiche consentendo ai suoi cittadini maggiori libertà che negli altri paesi del Patto di Varsavia. Già il 27 giugno 1989, durante una visita in Austria, il ministro degli esteri ungherese Gyula Horn, assieme al collega austriaco Alias Mock, tagliò il filo spinato della cortina di ferro fra i due paesi in una cerimonia simbolica a Sopron, ampiamente ripresa dai media di tutto il mondo. Seguì il picnic del 19 agosto e quindi la decisione storica di Budapest del 10 settembre di far proseguire verso ovest i profughi della DDR riparati da mesi in Ungheria (all'interno del Patto di Varsavia i cittadini erano liberi di muoversi). Il 30 settembre, i circa 7.000 tedeschi dell'est rifugiatisi all'ambasciata di Bonn a Praga, dopo trattative con Berlino est, furono autorizzati a proseguire a ovest. Un'altra ondata seguì a ottobre: il 9 novembre 1989 il Muro di Berlino cadeva. In una messaggio, la Merkel ha ringraziato "l'Ungheria, i dirigenti di allora e il popolo per il loro coraggio". Con la loro decisione "hanno cambiato il volto dell'Europa, non dimenticheremo mai quel gesto coraggioso", ha detto. La stampa austriaca ricostruisce oggi con dovizia di particolari e testimonianze quella storica festa della pace a Sopron. Uno dei protagonisti fu Arpad Bella, all'epoca capo delle guardie di frontiera ungheresi, che ebbe il coraggio, sapendo di rischiare di persona, di non fermare le centinaia di tedeschi dell'est in fuga. "Vedendo avanzare la massa ho pensato per 20 secondi che avrei dovuto fermarli", ha raccontato: "ma non l'ho fatto, sarebbe stato un bagno di sangue, una follia". Alla fine si calcola che quel 19 agosto 1989, un migliaio di tedeschi dell'est fuggirono a ovest. Fino a 25.000 (dei 60.000 circa in tutto rifugiatisi in Ungheria) seguirono fino a fine settembre attraverso il confine austriaco. Oggi Bella è un eroe, e assieme ai suoi colleghi austriaci del tempo Johann Goetl e Stefan Biricz, di cui è nel frattempo diventato amico, stringerà stasera la mano alla Merkel. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata