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Terremoto
Venezuela, un dramma senza fine: 4 mila morti e fino a 50 mila dispersi
KEYSTONE
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Ats
3 ore fa
La stragrande maggioranza dei cadaveri si trova ancora sotto le montagne di macerie, sotto oltre un 1 milione di tonnellate di detriti che ancora occupano le strade dello stato de La Guaira, la zona costiera più colpita dal terremoto di quel maledetto pomeriggio del 24 giugno

Cresce lento ma inesorabile il bilancio delle vittime del sisma in Venezuela: i corpi ritrovati sono ora quasi 4 mila, 3'889 per l'esattezza, oltre 16mila i feriti. Ma è un dato tragicamente provvisorio, molto molto lontano da quello definitivo: la stragrande maggioranza dei cadaveri si trova ancora sotto le montagne di macerie, sotto oltre un 1 milione di tonnellate di detriti che ancora occupano le strade dello stato de La Guaira, la zona costiera più colpita dal terremoto di quel maledetto pomeriggio del 24 giugno.

Dispersi

La stima che preoccupa di più è proprio quella dei dispersi: il governo venezuelano sin dalle prime ore dopo il sisma non ha mai diffuso una cifra ufficiale. L'opposizione ha creato un sito, un specie di database, dove convogliare i nomi di chi ha fatto perdere le sue tracce. Ora però è l'Onu a diffondere una prima previsione che è da brividi: si stima che possano essere 50mila le persone che hanno perso la vita in seguito alle due scosse violentissime di oltre due settimane fa. Altre analisi parlano di 30mila scomparsi, ma non cambia molto le dimensioni della catastrofe.

E, tragedia nella tragedia, c'è chi denuncia che nei giorni più caldi del soccorso sia fiorito una sorta di «business del dolore». Secondo la testata RunRunes, un portale venezuelano di giornalismo investigativo e difesa dei diritti umani, «l'emergenza a La Guaira ha avuto un prezzo». Insomma, data la scarsezza delle attrezzature adeguate a sollevare le macerie, chi aveva soldi ha potuto sperare di soccorrere i propri parenti, chi non ne aveva, ha dovuto aspettare.

I costi

Secondo alcuni calcoli, per avere un escavatore sono stati chiesti 350 dollari al giorno, per le macchine Jumbo tra i 600 e i 700 dollari, solo per rimuovere le macerie, escluso il compenso dell'operatore, l'acqua o il cibo. Ma pare che a La Guaira la situazione sia a un certo punto sfuggita di mano: il sito cita persone che avrebbero pagato fino a 1.200 dollari al giorno, circa lo stipendio di un anno di un impiegato statale, pur di sperare di salvare i propri cari.

2.000 tonnellate di aiuti da 28 Paesi

Intanto proseguono gli sforzi per aiutare gli sfollati, chi non ha più nulla e ha bisogno di tutto. Sinora sono arrivate oltre 2.000 tonnellate di aiuti da 28 Paesi, tuttavia ora a preoccupare è la possibile diffusione di epidemie. La Ops, Organizzazione Panamericana della Salute, avverte che l'emergenza sanitaria «non è assolutamente finita». Sebbene venga escluso al momento un focolaio di colera, è stato lanciato l'allarme per la diffusione di morbillo, malattie respiratorie, diarroiche e cutanee.