
La "conferenza per la pace e la vita" promossa dal presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, si è aperta ieri sera con timidi segnali di distensione dopo tre settimane di manifestazioni antigovernative segnate dalla violenza, in assenza della coalizione di opposizione Mud e dei movimenti studenteschi che hanno lanciato la protesta antichavista, ma con qualche voce autorevole di dissenso. Aprendo il dibattito, Maduro ha usato toni più moderati di quelli che hanno caratterizzato i suoi discorsi dall'inizio della crisi, ma altri dirigenti chavisti - e in modo particolare il presidente del Parlamento, Diosdado Cabello - hanno mantenuto una retorica radicale, attribuendo la protesta esclusivamente a un "golpe strisciante" organizzato da "gruppi violenti dell'estrema destra" con l'assistenza degli Stati Uniti. In assenza degli studenti e dell'opposizione - l'ex candidato presidenziale Henrique Capriles ha definito l'iniziativa "una mascherata" - le principali critiche al governo sono venute dai dirigenti del settore aziendale: "Questo paese sta andando male, signor presidente", ha avvertito Jorge Roig, presidente della Federcamaras, la principale associazione nazionale di imprenditori, che ha puntato il dito sull'inflazione record, i problemi di approvvigionamento e la violenza criminale.
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