
Nuovo aspro confronto tra il parlamento venezuelano, in mano all'opposizione, e il presidente Nicolas Maduro. Una mozione approvata oggi dall'Assemblea Nazionale ha convocato l'erede di Chavez a presentarsi davanti all'emiciclo il prossimo 1 novembre, dopo averlo accusato di "rottura dell'ordine costituzionale". E lui ha convocato per domani mattina una riunione del Consiglio Nazionale di Sicurezza per prendere misure contro quello che ha definito "un golpe parlamentare". In un discorso trasmesso a reti unificate dal palazzo presidenziale di Miraflores, Maduro ha detto che "le ultime follie di quel circo che è diventata l'Assemblea Nazionale" non sono altro che "l'ultimo colpo di coda di Obama, che è ossessionato con la distruzione del Venezuela". Il presidente ha spiegato che ha invitato alla riunione del Consiglio i presidenti del Tribunale Supremo di Giustizia (Tsj), del Consiglio Nazionale Elettorale (Cne), del Potere Popolare e del Parlamento, l'oppositore Henry Ramos Allup, "per dargli un'ultima opportunità di metterci la faccia". La folla ha risposto ripetendo due nuovi slogan chavisti: "il popolo lo vuole, sciogli l'Assemblea" e "Venezuela non è Brasile", in allusione all'impeachment di Dilma Rousseff. Il presidente venezuelano ha approfittato del dissenso espresso da alcuni leader oppositori riguardo al dialogo politico promosso dal Vaticano, che dovrebbe aprirsi domenica prossima, per denunciare che "prima dicono di sì e poi dicono di no, quando arrivano le istruzioni dell'imperialismo".
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