
L'opposizione venezuelana ha annunciato che, dopo una riunione tecnica svoltasi ieri, è tutto pronto per la prima sessione di dialogo con il governo di Nicolas Maduro, che si aprirà venerdì prossimo a Santo Domingo. La prima priorità sarà l'apertura di un canale umanitario verso il Paese, per compensare la scarsità di cibo e medicine. "Questa domenica si è svolta in modo soddisfacente una riunione con rappresentanti del governo, nella quale abbiamo definito la metodologia e le regole del dialogo", ha detto la coalizione antichavista del Tavolo dell'Unità Democratica (Mud, nella sua sigla in spagnolo) in un comunicato. Il Mud ha sottolineato anche che "il governo ha finalmente accettato la presenza dei ministri degli Esteri" dei cinque Paesi scelti come mediatori del dialogo: Bolivia e Nicaragua per il chavismo; Cile, Messico e Paraguay per l'opposizione. Julio Borges, presidente del Parlamento - in mano all'opposizione - ha detto che il primo punto da esaminare sarà "l'apertura di un canale per cibo e medicine" e, in secondo luogo, le "condizioni per permettere ai venezuelani di ottenere il cambio di governo al quale aspirano con il voto democratico", nelle elezioni presidenziali previste per la fine del 2018. La richiesta di apertura di un canale umanitario è stata rilanciata durante lo scorso week end dalla Chiesa venezuelana, attraverso un comunicato della Conferenza Episcopale. Il ministro della Comunicazione, Jorge Rodriguez, ha risposto ai vescovi che "l'unico canale umanitario che voi potreste aprire sarebbe quello di chiudere la bocca e smetterla con l'ipocrisia".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

