
Il ministro degli Esteri del Venezuela Yvan Gil Pinto ha chiesto oggi il rilascio del deposto presidente venezuelano Nicolás Maduro, catturato dagli USA in un'operazione militare a Caracas lo scorso 3 gennaio ed ora detenuto. Intervenuto al Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani, riunito in sessione a Ginevra, Gil Pinto ha chiesto «l'immediato rilascio da parte del governo degli Stati Uniti d'America del presidente costituzionale della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro Moros, e di sua moglie, la first lady Cilia Flores». Il Venezuela - ha proseguito - «continuerà a difendere la sua indipendenza, la sua dignità e i diritti del suo popolo e lo farà come ha fatto fino ad oggi attraverso la diplomazia, il dialogo e la ferma convinzione che la pace è il bene supremo dell'umanità».
Sciopero della fame
Intanto, con una mossa senza precedenti, il governo della presidente ad interim venezuelana, Delcy Rodríguez, ha invitato la Croce Rossa a verificare lo stato di salute dei prigionieri politici prima del loro rilascio. L'invito è arrivato all'indomani dell'approvazione in Parlamento della legge sull'amnistia. Secondo una dichiarazione ufficiale della Croce Rossa, quest'ultima fornirà assistenza medica di base e valutazioni sanitarie a coloro che saranno scarcerati in tutto il Paese, nel rigoroso rispetto dei principi di umanità, imparzialità, neutralità e indipendenza. Questa misura rappresenta un cambiamento nella politica carceraria del Venezuela, dove tradizionalmente il «chavismo» al potere non consentiva alle ong di accedere alle carceri, nemmeno per assistere i criminali comuni. Nonostante l'inaspettata apertura, i notiziari digitali di Caracas hanno riferito che alla Croce Rossa è stato negato dal personale di sicurezza l'ingresso nel carcere El Rodeo I, dove oltre 200 detenuti hanno iniziato uno sciopero della fame chiedendo di essere inclusi nell'amnistia. Finora, secondo Foro Penal, solo 54 sono stati liberati dall'entrata in vigore dell'amnistia.

