
Sono un centinaio gli imprenditori e commerciati venezuelani fermati nell'ultima settimana dalle autorità nel quadro della cosiddetta "guerra economica" lanciata dal presidente Nicolas Maduro, secondo il quale i colpevoli dell'inflazione nel paese, la più alta dell'America Latina, sono i "borghesi parassiti". Il caso più emblematico è stato quello di Hakim Raffai, un commerciante arabo proprietario di un negozio di elettrodomestici a El Tigre, nello stato di Anzoategui (nordest del paese), a cui la Guardia Nazionale ha sequestrato lo stabilimento prima di arrestarlo, accusandolo di speculare sui prezzi dei prodotti, aumentandoli abusivamente di oltre il 200%. Un video diffuso su internet in cui si vede Raffai portato via dai militari in lacrime e la copertura che ha dato al caso il quotidiano oppositore El Tiempo hanno causato sensazione nell'opinione pubblica. Mentre Hakim era arrestato, suo fratello ha dichiarato al giornale: "Preferisco che venga la gente e ci saccheggi il negozio, ci costerebbe meno!". Maduro in persona si è occupato del caso in uno dei suoi discorsi televisivi a reti unificate, chiedendo alla Giustizia che prenda misure contro El Tiempo per aver pubblicato la frase in cui si parla di saccheggi: "Quello che ha detto quell'imprenditore è un'incitazione al delitto, alla violenza e al saccheggio", ha detto il presidente, secondo il quale Raffai è "un incosciente" con "un'anima marcia" che "sicuramente deve avere contatti con la destra locale".
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