
Un cittadino franco-svizzero arrestato lo scorso 8 maggio in Venezuela per possesso di armi ed esplosivi è stato condannato ieri a quattro anni di carcere. Lo ha annunciato oggi il ministero pubblico di Caracas. L'uomo, che ha beneficiato dell'assistenza consolare elvetica, era stato in un primo tempo sospettato di essere implicato in un complotto contro il presidente venezuelano Hugo Chavez. L'uomo, era stato fermato all'aeroporto dell'isola di Margarita, nel nord del Venezuela, in compagnia di due Dominicani, ed era stato accusato dalle autorità di aver nascosto armi di vario tipo in un appartamento di Caracas di sua proprietà. In totale gli inquirenti avevano sequestrato tredici fucili - tra cui numerosi di quelli in dotazione all'esercito svizzero -, due mitragliatrici, tre carabine da caccia, 500 grammi di esplosivo C-4, circa 5000 cartucce, ricetrasmittenti e uniformi militari, ha indicato la procura venezuelana. Attualmente si trova richiuso in un carcere nella periferia della capitale: il Tribunale deve ancora stabilire dove dovrà scontare la pena. ATS
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