
Il governo venezuelano di Hugo Chavez ha ritirato la licenza di operare a 34 emittenti radio di tutto il Paese, mentre crescono le proteste per la controversa legge in discussione in Parlamento contro le notizie che danneggiano "gli interessi dello Stato". Secondo il ministro dei Lavori Pubblici, Diosdado Cebello, le licenze sono state ritirate perché si era già concluso il periodo di concessione o perché "il rinnovo non era stato concesso". Dalla misura sono state colpite 34 delle 240 emittenti radio del Venezuela. Immediate le proteste della Camera di Radiodiffusione, il cui presidente, Nelson Belfort, ha condannato il provvedimento affermando che "in Venezuela adesso i mezzi di comunicazione possono essere chiusi senza un processo e senza diritto alla difesa". "Faremo il possibile, a livello interno e internazionale, per difendere la libertà di espressione, che è ciò che è in gioco in realtà", ha aggiunto Belfort. Ieri era stata presentata dal procuratore generale, Luisa Ortega Diaz, la nuova normativa su giornali, radio e tv, che nei prossimi giorni sarà discussa in Parlamento. La legge, se approvata, come sembra inevitabile, colpirà i mezzi d'informazione che diffonderanno notizie considerate "false o manipolate", senza specificare però chi sarà incaricato di decidere sulla falsità o meno dei contenuti giornalistici. Diaz, nel presentare le norme, ha affermato che "i venezuelani sono indifesi davanti 'all'uso abusivo' delle informazioni fatto da alcuni media", e che il suo compito è "garantire l'armonia tra la libertà d'espressione e l'informazione e la sicurezza interna dei venezuelani". ATS
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