
Le condizioni di salute di Hugo Chavez dopo l'operazione di martedì sono "stabili", ma il suo decorso post-operatorio rimane "difficile". Lo ha precisato il governo venezuelano, mentre il presidente del Parlamento, Diosdado Cabello, ha smentito la morte del leader bolivariano. Le precisazioni arrivano mentre sulle reti sociali circola ogni tipo di rumor su Chavez. Il primo a intervenire è stato Cabello, che ha smentito la morte di Chavez, sottoposto martedì all'Avana ad una lunga e delicata operazione contro il cancro. Cabello ha ammonito sulla "guerra di controinformazione" scatenata dopo l'intervento, voci che si sono molteplicate a seguito della dichiarazione fatta ieri dal vicepresidente Nicolas Maduro, il quale non ha nascosto la gravità della situazione. A reti unificate, il delfino designato qualche giorno fa dallo stesso Chavez ha ricordato che il post-operatorio è "complesso e duro". "Chiediamo al nostro popolo di stare serenamente preparato per affrontare giornate dure, complesse. Dovremo vivere scenari difficili". "Dalla Colombia stanno annunciando la morte del presidente, fatto che non è vero", ha detto Cabello intervenendo durante una messa all'Università militare bolivariana della capitale alla quale erano presenti tra gli altri Maduro e il ministro della difesa, Diego Bellavia. Ancora una volta, da quando è iniziata la malattia di Chavez, "si sono scatenati i demoni di alcuni settori della controinformazione", ha precisato, chiedendo di non dare ascolto alle voci che circolano a Caracas. Uno di questi rumor - rimbalzato con molta forza su twitter - sostiene che il governo avrebbe intenzione di rendere nota pubblicamente la morte di Chavez il 17 dicembre, in coincidenza con la data della morte di Simon Bolivar, il padre della patria venezuelana. Poco dopo è intervenuto anche il ministro dell'informazione, Ernesto Villegas, assicurando che le condizioni di Chavez sono "stabili" e che il post-operatorio rimane "delicato". Villegas si era poco prima detto fiducioso sul fatto che "il Comandante si riprenderà presto... Se così non sarà, il nostro popolo dovrà essere pronto a comprenderlo. Sarebbe irresponsabile occultare un momento delicato come questo". A parlare di Chavez è stato in queste ore, tra gli altri, anche il presidente dell'Ecuador, Rafael Correa, da sempre molto vicino al collega venezuelano: "nessuno è ne deve essere imprescindibile", precisando che "i processi rivoluzionari" in corso in America Latina sono indipendenti dalle persone. Ieri, molti dei candidati alle elezioni regioni di domenica del Psuv (Partido socialista unido de Venezuela, il partito di Chavez) hanno d'altra parte chiuso i propri interventi pregando per le condizioni di salute del leader bolivariano. ATS
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