
Alla vigilia delle elezioni per l'Assemblea Costituente promossa da Nicolas Maduro in Venezuela regna un clima di timore e tensione, con strade bloccate da barricate in molte delle principali città e ondate di brutale repressione da parte delle forze dell'ordine. L'opposizione, che respinge come antidemocratica l'assemblea costituente, ha rilanciato la sua parola d'ordine di astensione alle elezioni - "Domenica, tutti a casa", è lo slogan più comune - mentre gruppi giovanili autonominatisi "La Resistenza" mantengono le mobilitazioni di piazza, affrontando la Guardia Nazionale e i "colectivos" (gruppi armati irregolari del chavismo) nelle strade del paese. Secondo l'ultimo sondaggio diffuso dalla Datanalisis, una maggioranza schiacciante (72,7%) dei venezuelani si oppone all'Assemblea Costituente, e solo il 20,4% la appoggia, ma come ha sottolineato il direttore dell'istituto demoscopico, Luis Vicente Leon, queste cifre probabilmente non danno un'indicazione certa sul tasso di affluenza di domenica. Si moltiplicano infatti le testimonianze sulle minacce e i ricatti a cui sono sottoposti gli elettori - a partire dagli impiegati pubblici - perché partecipino al voto. Sui social circolano per esempio le istruzioni date da uno dei vicepresidenti dell'azienda petrolifera statale Pdvsa, nelle quali avverte che qualsiasi dirigente che non partecipi alle elezioni e non si assicuri che anche i suoi dipendenti lo facciano sarà licenziato la settimana prossima. E' difficile valutare che percentuale dei circa 2,8 milioni di impiegati pubblici del paese finirà per cedere al timore o al ricatto, e che impatto avrà il sistema di monitoraggio creato del governo per controllare il voto dei gruppi più vulnerabili, che dipendono dall'assistenza sociale per la loro sussistenza. Garantire un'alta affluenza alle urne è diventata la priorità assoluta del governo, dopo che lo scorso 16 luglio l'opposizione ha organizzato un referendum contro la Costituente, senza valore legale, al quale hanno partecipato oltre 7,3 milioni di elettori. D'altra parte, le elezioni si svolgeranno senza alcun monitoraggio esterno e in condizioni che permetterebbero una manipolazione dei risultati: si ignora, per esempio, chi ha confezionato le liste degli aventi diritto al voto per le elezioni "settoriali", che di fatto voteranno due volte, perché voteranno anche in quelle per criterio territoriale. Dopo la violenza che ha segnato lo sciopero nazionale convocato dall'opposizione la settimana scorsa - 8 morti, decine di ferite e oltre un centinaio di arresti in 48 ore - cresce anche il timore di nuovi scontri di piazza: tanto la polizia come i ragazzi della "Resistenza" sembrano ormai pronti a tutto e fuori da ogni controllo. E così, mentre altre linee aeree - oggi Air France e Iberia - annunciano la sospensione dei loro voli su Caracas "per motivi di sicurezza", l'ultimo appello al dialogo lanciato dall'ex premier spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero è caduto nel vuoto. Sembra chiuso definitivamente il tempo della trattativa, ma nessuno sa dove potrebbe portare una nuova fase di radicalizzazione della crisi.
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