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Estero
Venezuela: 12 paesi americani chiedono verifica elettorale
Redazione
9 anni fa

Dodici governi americani hanno chiesto oggi che si organizzi un "auditing indipendente" con osservatori internazionali per controllare i risultati delle elezioni regionali svoltesi in Venezuela domenica scorsa. In un comunicato comune i governi di Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Honduras, Messico, Panama, Paraguay e Perù - che costituiscono il cosiddetto Gruppo di Lima - hanno dichiarato che questi controlli sono "urgenti", tenendo conto "dei diversi ostacoli, atti di intimidazione, manipolazioni ed irregolarità che hanno caratterizzato le elezioni". L'opposizione venezuelana non ha riconosciuto i risultati ufficiali del voto diffusi dal Consiglio Nazionale Elettorale (Cne) di Caracas, che hanno attribuito al partito di governo la vittoria in 17 stati su 23, in chiaro contrasto con i sondaggi elettorali e le cifre raccolte nei seggi dai rappresentanti dell'opposizione antichavista, che indicavano un ampio trionfo dei loro candidati. Dal canto suo, il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha respinto le denunce di irregolarità nelle elezioni regionali di domenica scorsa sostenendo che con il sistema venezuelano "le frodi sono impossibili". Maduro ha attaccato in termini molto duri il "governo stupido ed insolente" del Canada, dopo che la ministra degli Esteri canadese, Christya Freeland, ha messo in dubbio l'imparzialità del Consiglio Nazionale Elettorale (Cne) di Caracas nello svolgimento delle elezioni regionali di domenica scorsa. "Ecco che ora salta su il governo del Canada a dire che non riconosce le elezioni di domenica", ha detto Maduro in un incontro con la stampa straniera, per poi esclamare: "cosa me ne importa a me del Canada, o di quello che possa dire il governo insolente e stupido del Canada?". Poche ore prima, Freeland aveva detto che le "irregolarità" registrate durante le elezioni regionali in Venezuela "dimostrano che il Cne non agisce come una istituzione elettorale indipendente, bensì in accordo totale con i desideri del governo". Maduro, ha denunciato che "l'impero ha dato un ordine: non riconoscere i risultati elettorali, scegliere un Cne fraudolento, e convocare elezioni false", avvertendo però che "noi abbiamo una sorpresina in riserva per loro, come sempre costituzionale e democratica". Il presidente ha inoltre detto che l'Unione Europea può "decidere tutte le sanzioni che vuole" contro il suo governo, perché "si sono lasciati possedere da una visione parziale e hanno rotto tutti i meccanismi di consultazione" bilaterali. "Spero proprio che cambino idea, e non si arrendano ai piani di Donald Trump", ha detto Maduro in un incontro con la stampa straniera, durante il quale ha invitato l'Alto Rappresentante dell'Ue per gli Esteri, Federica Mogherini a incontrarlo "perché finora sembra che solo ascolti la destra venezuelana". "Quello che dicono quelli del Tavolo dell'Unità Democratica (la coalizione di opposizione) è una menzogna globale: abbiamo vinto perché la maggioranza dei cittadini ha deciso di votare per i nostri candidati", ha sottolineato Maduro. L'opposizione non ha riconosciuto i risultati ufficiali del voto di domenica, sul quale hanno espresso dubbi anche gli Usa, l'Ue, i governi di Spagna e Francia.

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