
L'uscita del Regno Unito dalla Ue è costato oggi alle borse europee oltre 637 miliardi di euro.
A tanto ammonta la capitalizzazione bruciata, nel venerdì nero dopo l'esito del referendum sulla Brexit, se si guarda al calo dello Stoxx Europe 600. L'indice, che comprende 600 società quotate sui mercati di 18 Paesi del Vecchio Continente, ha perso in una sola seduta l'8,62% mandando in fumo una bella fetta della capitalizzazione della vigilia (7.394 miliardi di euro giovedì).
Calo storico per Milano
Nel giorno della Brexit la borsa di Milano chiude con l'indice Ftse Mib in caduta del 12,48% a 15'723 punti, sotto la soglia dei 16'000 punti. È il maggior calo mai registrato a Milano, superiore anche al calo del 7,57% registrato l'11 settembre 2001 dopo l'attacco alle Torri Gemelle.
In ripresa la borsa Svizzera
La borsa svizzera si è un po' ripresa dopo un'apertura in profondo rosso (oltre -5%) alla luce del voto britannico sulla Brexit, con perdite che non si vedevano da gennaio 2015, quando la Banca nazionale aveva abolito la soglia minima di cambio con l'euro.
Limitando in parte lo shock iniziale l'indice dei valori guida SMI, dopo aver continuato ad oscillare intorno ai 7800 punti (circa -3%) nel primo pomeriggio su un mercato intriso di grande insicurezza, ha terminato a 7'747.18 punti, in flessione del 3,44% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha perso il 3,31% a 8'395.77 punti.
Perdite consistenti anche per altre borse europee
La borsa di Londra, epicentro del terremoto Brexit per i mercati, ha chiuso con l'indice Ftse 100 in calo del 3,15% a 6.138 punti.
A Francoforte l'indice Dax è scivolato in chiusura a 9.557 punti: la perdita della seduta è del 6,82 per cento.
La Borsa di Parigi ha terminato la seduta con un tonfo dell' indice Cac dell'8,04% a 4.106 punti.
A Madrid l'indice Ibex lascia sul terreno il 12,35% a 7.787 punti.
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