
Fermo nella volontà di collaborare annunciata dai suoi avvocati, Paolo Gabriele, l'aiutante di camera di Benedetto XVI accusato di furto di documenti riservati, ha affrontato oggi il secondo interrogatorio formale davanti al giudice istruttore Piero Bonnet e al promotore di giustizia Nicola Picardi, assistito dai suoi difensori, Carlo Fusco e Cristiana Arrù. Il maggiordomo resta a tutt'oggi l'unico indagato, ma l'inchiesta prosegue a tutto campo, anche se è certo che Gabriele non sarà riascoltato dai magistrati né domani, né venerdì, e forse neppure sabato. Non ci sono attualmente cardinali indagati, né hanno fondamento le ipotesi che il maggiordomo lasci il Vaticano, precisa padre Federico Lombardi, portavoce vaticano. Il Papa è informato sulle notizie di rilievo ma non segue "passo passo" l'inchiesta. Intanto la commissione dei tre cardinali che sovrintendono l'indagine sulla fuga di documenti riservati prosegue le sue audizioni. Il maggiordomo continua a percepire lo stipendio e non è stato licenziato: finché non c'è conclusione del procedimento, spiega il portavoce, è "sospeso" dal suo incarico. Ha avuto tutti i colloqui con la moglie che ha chiesto, e se ne saranno chiesti altri i magistrati decideranno. ATS
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