
Giro di vite da parte del Vaticano per combattere i delitti dei preti pedofili: la prescrizione per tali reati passa adesso da 10 a 20 anni, gli abusi sessuali sugli handicappati psichici vengono equiparati a quelli sui minori e si introduce il «delitto di pedopornografia». Sono in sintesi le modifiche al documento 'Delicta Graviora' uscito nel 2001. Le nuove norme sulla pedofilia, pubblicate oggi dal Vaticano, non menzionano la collaborazione con le autorita' civili. Tuttavia - ha indicato il portavoce vaticano padre Federico Lombardi ai giornalisti - cio' e' affermato esplicitamente nella prassi proposta dalla Congregazione per la Dottrina della fede e anche nelle linee guida gia' pubblicate dal sito vaticano. Le nuove norme rivedono e aggiornano il documento del 2001 sui 'Delicta Graviora'. Preti pedofili: anche i laici nei tribunali ecclesiastici Anche i laici potranno fare parte dei tribunali ecclesiastici incaricati di pronunciarsi sui casi di preti pedofili: e' questa una delle novita' contenute nella revisione del documento del 2001 sui 'Delicta Graviora' . Il Vaticano prevede adesso di avvalersi ''come membri del personale dei tribunali, o come avvocato o procuratori, non piu' solo di sacerdoti, ma anche laici''. Cio' specialmente nel caso di abusi sui minori, ha precisato il procuratore della Giustizia vaticana, mons. Charles Scicluna. Donne prete: “Delitto gravissimo” Il tentativo di ordinare le donne prete e' un delitto «gravissimo» contro la fede, e per tale motivo, se ne occupera', in appello, l'ex Sant'Uffizio. Tuttavia , nel presentare le nuove regole che aggiornano il documento del 2001 sui ''delicta graviora'', i responsabili della Santa sede hanno precisato che si tratta di un delitto ''gravissimo'' contro la fede, ma non puo' essere equiparato a quelli di pedofilia, che riguardano la dimensione morale. Giro di vite del Vaticano: vescovi svizzeri soddisfatti I vescovi svizzeri si dicono soddisfatti del giro di vite emanato dalla Santa Sede per combattere la pedofilia nella Chiesa e avvertono «nell'agire coerente del Vaticano un sostegno al proprio sforzo di combattere con decisione ogni forma di prevaricazione sessuale». In una presa di posizione odierna, dopo l'annuncio delle modifiche apportate al documento «delicta graviora» da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede, la Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS) dice di accogliere «con soddisfazione soprattutto la proroga da dieci a vent'anni della proscrizione in casi di violenza sessuale contro minorenni e la logica penalizzazione della pornografia infantile». Oltre a ciò il documento vaticano prevede che le procedure vengano allestite in modo più rapido ed efficace, rilevano i vescovi svizzeri, ricordando che la Chiesa elvetica «affronta risolutamente» ogni forma di abuso sessuale nella pastorale, avendo adeguato ed inasprito le sue direttive durante l'assemblea ordinaria del 2 giugno ad Einsiedeln. «La violenza sessuale è un reato, e la violenza sessuale contro bambini è un reato propriamente ignominioso. Nella Chiesa non c'è posto per queste infamie», conclude il comunicato della CVS. ATS
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