
La Prealpina, quotidiano del varesotto, critica aspramente la Lega dei Ticinesi. In un editoriale apparso oggi il caporedattore Vincenzo Coronetti si scaglia contro il movimento di Giuliano Bignasca reo, secondo Coronetti, di aver preso di mira gli italiani e l'Italia in generale, prendendoli come pretesto per molti mali del Ticino.Ecco il testo dell'editoriale:"All’indomani delle elezioni cantonali, il Corriere del Ticino titolava: "La Lega rompe gli argini". Noi italiani, che del successo leghista nella confinante Confederazione siamo diventati le vittime, adesso potremmo titolare: "La Lega rompe le balle". Stiamo parlando della Lega di Giuliano Bignasca, per intenderci. Quella che sfrutta ogni spiffero tricolore per spararci adosso".Il giornale varesotto continua con "Una volta sono i frontalieri, quell’altra il sindaco di Luino che li difende ("Andrea Pellicini l’è un bambela" l’ha apostrofato il Bignasca); un giorno è "fascetto" Tremonti che vuole cancellare il segreto bancario, un altro è l’appalto per la linea Arcisate-Stabio. Sì, la ferrovia che riavvicinerà Varesotto e Canton Ticino suscita dubbi e, a quanto pare, toglie il sonno al deputato Lorenzo Quadri che, a nome della Lega dei Ticinesi, ha interrogato il suo Governo per verificare correttezza e contenuti dell’appalto, di cui è capofila un’impresa italiana, per il tratto elvetico della Varese-Mendrisio"."Per carità" - si legge - "che da noi procedure e tempi di apertura dei cantieri non siano esempio di efficienza, è risaputo. Ma che Lorenzo Quadri intenda prendere a pretesto la questione per rimenarla con il Belpaese, bé, è più di un sospetto. D’accordo, una certa politica si ispira a modelli per niente british, deve azzannare e esagerare, facendo leva sui sentimenti meno nobili dell’elettorato. Persino sul quel tanto di xenofobia anti-italiana che fa capolino al di là del Gaggiolo. Salvo poi riconoscere che i frontalieri sono una risorsa e che, tutto sommato, le intemperanze verbali sono funzionali alla propaganda per ottenere il consenso"."Sarà anche vero" - conclude Coronetti - "ma questi comportamenti, le campagne di "bala i ratt", gli insulti e le minacce rischiano solo di inasprire i rapporti dopo anni di buon vicinato e di civile convivenza. Ne vale la pena?"."È una strumentalizzazione"Lorenzo Quadri risponde alle accuse del caporedattore della Prealpina "Non c'entrano nulla i rapporti tra Svizzera e Italia. Hanno travisato il tutto. Qui si tratta di una ditta di Roma che ha avuto problemi in Italia e alla quale hanno accordato anche l'appalto per il tratto svizzero della linea ferroviaria. Chiedersi se gli stessi problemi ci saranno anche in Svizzera- ci dice Quadri - non c'entra nulla con i rapporti tra i due paesi." E continua con "Se mi avessero attaccato sulle questioni dei frontalieri o altro mi poteva andare bene - continua Quadri - ma in questo caso le critiche le avrei fatte anche se si fosse trattato di una ditta francese, tedesca o austriaca. È stata una strumentalizzazione".MM
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