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Estero
Van der Bellen, vinto grazie ai valori europei
Redazione
10 anni fa

L'Europa, tanto criticata negli ultimi tempi, come asso piglia tutto: Alexander Van der Bellen spiega così il suo storico successo in Austria. Il prof verde è stato eletto presidente con il 53,79% dei voti, uno dei migliori risultati mai raggiunti da un candidato. "Il messaggio che arriva da questa consultazione elettorale è chiaro ed è rivolto ai piccoli paesi in campagna come alle capitali d'Europa: i valori europei e la politica della collaborazione sono la chiave del successo", ha detto Van der Bellen, dopo la proclamazione del risultato definitivo. In mattinata si è concluso lo scrutinio dei voti per corrispondenza e Van der Bellen ha fatto un ulteriore salto avanti, sfiorando il 54% dei consensi, mentre l'ultranazionalista Norbert Hofer si è fermato al 46,21%. Il distacco tra i due è cresciuto da 31'000 voti il 22 maggio a 350'000 il 4 dicembre. Il risultato storico è da attribuire in gran parte al voto per corrispondenza, senza il quale Van der Bellen si sarebbe infatti fermato al 51,7%. Memorabile anche l'affluenza del 74,2%. La scorsa primavera il presidente eletto si era rivolto, in stile Obama, agli austriaci dal prato verde del Palais Schönburg. Oggi, causa le temperature invernali, è stata la sala da ballo dello storico palazzo ad ospitare il futuro presidente e la stampa internazionale. L'europeista convinto è rimasto fedele al suo credo. "Mi impegnerò con tutta la mia forza per unire ulteriormente l'Europa", ha detto. "Sono cresciuto - ha aggiunto - in un piccolo e povero paese di montagna e ho imparato che solo uniti si è forti". Un altro obbiettivo è quello della parità di genere. Da presidente - ha annunciato - si impegnerà "per il superamento delle disuguaglianze tra uomo e donna". Van der Bellen ha infine invitato i due schieramenti di questa campagna elettorale "a fare ognuno il primo passo per avvicinarsi all'altro e di ascoltarsi. Il valzer si balla solo in due, rispettando comunque il ritmo". Non ha però rinunciato a una piccola frecciatina, annunciando che "nel rispetto del ruolo istituzionale" limiterà i suoi interventi pubblici fino al giuramento il 26 gennaio. "Ci sono termini e tempi da rispettare e ormai sappiamo anche perché", ha aggiunto in rifermento ad eventuali, anche se improbabili ricorsi, suscitando un attimo di ilarità. In mattinata anche lo sconfitto Norbert Hofer si è presentato alla stampa, assieme al leader del partito, Heinz Christian Strache. Senza neanche attendere che la domanda arrivasse dai giornalisti, ha smentito qualsiasi ambizione di voler spodestare il suo capo di partito e guidare lui la Fpö alle politiche, che con ogni probabilità saranno anticipate alla prossima primavera. Hofer si è lamentato di essere stato "disegnato come il demonio in persona" e ha smentito che il suo partito sia di estrema destra. Al 45enne però non piace perdere e così ha già lanciato il guanto, annunciando la sua candidatura alle presidenziali del 2022.

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