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Vaccino russo: ordinate già 200 milioni di dosi
Foto Shutterstock
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Redazione
6 anni fa
Messico, Brasile e India hanno messo le mani avanti. Nel frattempo il Belgio ha comunicato che a marzo dovrebbero essere disponibili i primi vaccini

Messico, Brasile e India hanno ordinato circa 200 milioni di dosi del vaccino russo Sputnik V contro il nuovo coronavirus. Lo ha detto l’amministratore delegato di RDIF Kiril Dmitriev, precisando che sono attesi altri ordini da sette paesi dell’America Latina, del Medio Oriente e dell’Asia. “Nel prossimo futuro nomineremo gli altri sette Paesi. E sono grandi paesi”, ha detto Dmitriev in una conferenza stampa virtuale ospitata da Interfax. “Per ragioni politiche i paesi dell’UE e gli Stati Uniti stanno cercando di sostenere i loro vaccini e di impedire l’acquisto del vaccino russo”, ha aggiunto.

“Richieste per 1,2 miliardi di dosi”
“Diverse aziende farmaceutiche statunitensi e diversi fondi d’investimento statunitensi ci hanno contattato con il desiderio di investire nel nostro vaccino e di lavorare insieme di conseguenza. Al momento stiamo studiando queste proposte”, ha aggiunto Dmitriev. “Per quanto riguarda l’interesse globale, abbiamo ricevuto richieste per oltre 1,2 miliardi di dosi di vaccino”, ha dichiarato. “Avendo la possibilità di confrontare gli approcci, questi Paesi - ha concluso - possono vedere che l’approccio mantenuto dalla Russia è il più efficiente, il meglio organizzato e, soprattutto, il più sicuro”.

Belgio, a marzo disponibili primi vaccini
“I primi vaccini covid-19 dovrebbero essere disponibili in Belgio a partire dal mese di marzo”. Lo ha detto oggi il ministro della Salute Maggie De Block stando a quanto scrivono i media locali a partire dall’agenzia di stampa Belga. Questi vaccini saranno “sviluppati dalla società AstraZeneca”. A ricevere le prime dosi di vaccino in via prioritaria (1.500.000 su 7.500.000 dosi del primo vaccino previste per la primavera) a marzo e aprile saranno il personale sanitario, seguito dai più vulnerabili (persone di età superiore ai 65 anni, che possono avere patologie come diabete, obesità, ipertensione e insufficienza cardiaca, e persone di età compresa tra i 45 e i 65 anni, se hanno anche questo tipo di patologie). A Altri gruppi di persone potrebbero essere definiti in seguito con lo sviluppo degli studi sui vaccini, conclude la Belga.

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