
Il presidente americano Barack Obama ha aperto oggi la parte ufficiale della sua visita in Turchia, ultima tappa del suo primo viaggio oltreoceano, con un colloquio ad Ankara col presidente turco Abdullah Gül. Obama sta corteggiando assiduamente la Turchia, considerata il miglior alleato degli Stati Uniti nel mondo musulmano. Oltre ad una visita d'insolita lunghezza (due giorni pieni), Obama ha mandato numerosi segnali d'amicizia al governo di Ankara, compreso l'aggressivo sostegno ieri a Praga al vertice Ue-Usa alla ammissione della Turchia nella Unione Europea. La Turchia è considerata dal presidente Obama un importante anello di collegamento con mondo musulmano, un canale di comunicazione con l'Iran, un alleato nella guerra in Afghanistan (con la presenza di 900 soldati) e nella lotta al terrorismo, nonché un vitale punto di transito per i rifornimenti americani destinati all'Iraq e all'Afghanistan. Come se non bastasse, la Turchia è uno dei pochi paesi musulmani ad avere contatti con Israele (sta cercando di mediare colloqui tra Siria e Israele). Al vertice Nato di Strasburgo la Turchia ha riposto in modo positivo alla richiesta di Obama di rinunciare al veto alla scelta del danese Anders Fogh Rasmussen a Segretario Generale della Alleanza Atlantica. Il presidente Obama ha in programma oggi anche un discorso al Parlamento di Ankara prima di trasferirsi in serata a Istanbul. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

