Cerca e trova immobili
Estero
Usa-Turchia: Obama all'Islam, non siamo in guerra
Redazione
17 anni fa

"Gli Stati Uniti non sono e non saranno mai in guerra con l'Islam". Barack Obama ha scelto il suo primo viaggio da presidente Usa in un paese musulmano per tendere la mano all'Islam. E lo ha fatto parlando dalla Turchia, un paese da lui descritto come il punto d'incontro tra Est ed Ovest, ribadendo per il secondo giorno consecutivo il "forte sostegno" degli Stati Uniti al suo ingresso nella Unione Europea. Un sostegno già esposto ieri a Praga al vertice Usa-Ue che ha però incontrato la netta opposizione della Francia e di altri membri dell'Unione Europea. La stessa scelta di Obama di effettuare in Turchia - dopo i tre vertici G20, Nato e Usa-Ue - la sua prima vera visita in un paese oltreoceano (era stato finora solo in Canada) segnala nel modo più eloquente possibile il grande valore simbolico che l'inquilino della Casa Bianca attribuisce alla Turchia. "Gli Stati Uniti sostengono con forza l'ingresso della Turchia nella Unione Europea - ha detto Obama raccogliendo un lungo applauso al Parlamento Turco - Parliamo non come membri della Ue ma come grandi amici della Turchia e dell'Europa. La Turchia è legata all'Europa da molto più che dai ponti sul Bosforo". Obama, alludendo ai timori europei di una fiumana di immigrati turchi, ha detto che "l'Europa può solo trarre vantaggio, e non perdita, dalle diversità di etnicità, tradizione e fede. Un ingresso della Turchia può solo allargare e rafforzare le fondamenta dell'Europa". Obama ha dedicato la parte centrale del discorso al messaggio per lui più importante: "Gli Stati Uniti non sono, e non saranno mai, in guerra con l'Islam - ha detto, scandendo bene le parole - Anzi consideriamo il mondo musulmano un partner cruciale nel respingere una ideologia estremista che tutte le persone di fede respingono". Obama è andato oltre questa cooperazione contro il terrorismo: "I rapporti tra il mondo musulmano e l'America non possono essere basati solo sulla opposizione ad Al Qaida". Desideriamo "ampliare i rapporti, ascoltare con attenzione, superare le incomprensioni, trovare terreno comune - ha detto Obama tendendo la mano all'Islam - Saremo rispettosi, anche quando non siamo d'accordo". Ha aggiunto un tocco personale: "Molti americani hanno musulmani nella loro famiglia o hanno vissuto in paesi musulmani: lo so, perché sono una di queste persone". Obama ha citato un proverbio turco: "Non si può spegnere un incendio usando le fiamme". "La forza, da sola, non può risolvere i problemi - ha detto - E non può essere una alternativa all'estremismo. Il futuro deve appartenere a chi crea, non a chi distrugge". A questo proposito Obama ha ammonito l'Iran a scegliere "tra creare un'arma nucleare o creare un futuro per il suo popolo". Ed ha ribadito il sostegno ad Ankara "contro le attività terroriste del PKK", i separatisti curdi. Il presidente Usa ha inoltre riaffermato il suo sostegno in Medio Oriente "ai due stati, Israeliano e Palestinese, fianco a fianco nella pace e nella sicurezza". ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata