
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è scatenato all'indomani della diffusione del rapporto del dipartimento di Giustizia sulla gestione dell'inchiesta relativa alle email di Hillary Clinton: L'FBI? "Faziosa"; l'inchiesta sul Russiagate? "Di parte". E così il presidente degli Stati Uniti è tornato a puntare il dito contro investigatori federali e procuratori, mentre poche ore prima il suo avvocato, Rudy Giuliani, aveva chiesto la sospensione del procuratore speciale, Robert Mueller. Ma la svolta in queste ore è tutta nelle aule di giustizia, dopo che un giudice federale ha disposto il carcere per Paul Manafort, figura centrale dell'inchiesta sul Russiagate e primo a finire in prigione. La decisione della giudice Amy Berman Jackson giunge dopo le recenti accuse mosse a Manafort, di aver tentato di inquinare le prove contattando testimoni, attraverso comunicazioni criptate. Ad aggravare la sua posizione c'erano le recenti, nuove incriminazioni per ostruzione alla giustizia avanzate da Mueller. "Molto ingiusto", ha twittato Trump commentando la decisione. "Non credevo che Manafort fosse il capo del crimine. E Comey, e la corrotta Hillary, e tutti gli altri?", ha tuonato il presidente americano. Ai media il presidente si è rivolto (e con intervista e conferenza stampa a sorpresa) quindi per rimarcare il suo disaccordo con il rapporto del dipartimento di Giustizia sul 'caso Hillary'. Documento che critica sì l'operato dell'allora direttore dell'FBI, James Comey, giudicandolo "non ortodosso", ma che non individua faziosità politica. Per Trump l'inchiesta sul Russiagate guidato da Robert Mueller è "completamente screditata". Trump fa conoscere le sue riserve: "Vorrei parlare con Mueller", ma l'inchiesta "mi sembra essere molto faziosa". La furia l'aveva scatenata già Giuliani nelle ore precedenti, chiedendo la sospensione del procuratore speciale Mueller dopo il rapporto del ministero della giustizia. L'ex sindaco di New York, adesso avvocato del presidente Trump, ha chiesto anche l'arresto di Peter Strzok, l'agente FBI che scambiò con Lisa Page - anche lei funzionaria del Bureau, nonché sua amante - sms contro Trump.
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