
Ormai per Barack Obama non è più possibile cavarsela con lo slogan "guardiamo avanti". Le ultime rivelazioni sulle malefatte della Cia negli anni scorsi, autorizzate dall'ex vice presidente Dick Cheney, lo costringono a passare all'azione, annunciando che "indagherà sui fatti". Un cambio di strategia, rispetto al basso profilo scelto nei mesi scorsi, che rischia di fargli pagare un prezzo politico molto caro, mettendo a repentaglio le sue riforme interne. Le indagini sulla Cia, annunciate dal ministro della Giustizia, Eric H.Holder, rischiano infatti di esacerbare le differenze profonde che attraversano il partito di Obama in un momento politicamente molto delicato. Le sue riforme di portata epocale, tra tutte quella della sanità e dell'economia, per andare a buon fine hanno bisogno dell'appoggio compatto del Congresso. È noto, pero, che sul ruolo dell'intelligence, nel partito di Obama convivono posizioni assai diverse, a volte incompatibili: l'ala liberale vorrebbe una netta presa di distanza dalle scelte assunte da Bush, l'ala più moderata, quella che dopo l'11 settembre appoggiò la Casa Bianca, punta invece a decisioni più equilibrate. Affrontare il nodo Cia potrebbe quindi riaprire queste ferite, ma stavolta sembra che Obama non abbia scelta. A partire da sabato, i media americani continuano a fornire nuovi dettagli, sempre più allarmanti, del programma segreto della Cia, interrotto dall'attuale direttore, Leon Panetta. Prima la notizia che il Congresso sarebbe stato tenuto all'oscuro delle pratiche della Cia, per preciso volere di Cheney, poi l'inchiesta sulla strage di 1'500 prigionieri talebani in Afghanistan, che sarebbe stata bloccata sempre dal governo Bush. Infine la notizia che questo programma permetteva alla Cia di uccidere i membri di Al Qaida. Tutti elementi che spingono Obama a inserire il dibattito sulla Cia in cima alla sua agenda. Oggi il "New York Times" titola esplicitamente: "Obama affronta nuove pressioni per rivedere il passato" e il "Washington Post" sottolinea che "le politiche antiterrorismo di Bush lo portano a una revisione riluttante". "Dopo mesi passati a scrollarsi di dosso l'eredità dei suoi predecessori, focalizzandosi su nuove priorità - scrive il Post - la nuova amministrazione ha deciso di andare avanti sul fronte dell'intelligence, seppur in modo riluttante, ed esaminare alcuni degli episodi più controversi e clandestini della lotta al terrorismo". ATS
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