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Estero
USA staminali, Obama rimuove limiti a ricerca
Redazione
17 anni fa

La scienza deve basarsi "sui fatti, non sull'ideologia", non può essere frenata dalla politica e chi ha responsabilità di governo deve fare scelte che aiutino ad "alleviare le sofferenze umane": è il messaggio con cui Barack Obama ha accompagnato la decisione di cancellare, con un tratto di penna, i limiti che George W.Bush aveva imposto alla ricerca sulle cellule staminali embrionali. L'attesa mossa di Obama ha suscitato l'immediata reazione del Vaticano e della Conferenza dei vescovi americani, segnalando l'apertura di una possibile crisi tra Santa Sede e Casa Bianca. L'Osservatore Romano ha ribadito che l'embrione "è un soggetto nel suo significato ontologico" e che è sul rispetto della "dignità personale estesa a tutte le fasi dell'esistenza" che si basa "una reale democrazia". I vescovi, per bocca del cardinale di Filadelfia Justin Rigali, hanno definito la scelta "una triste vittoria della politica sulla scienza e l'etica". "È un'azione moralmente sbagliata - ha detto Rigali - perché incoraggia la distruzione di vite umane innocenti, trattando essere umani vulnerabili come meri prodotti da coltivare". In una cerimonia nella East Room della Casa Bianca, alla presenza di un gran numero di scienziati e attivisti, il presidente degli Stati Uniti ha firmato due documenti. Il primo è un ordine esecutivo che dà 120 giorni al National Institutes of Health (NIH), l'agenzia federale che guida la ricerca scientifica americana, per definire nuove linee guida con cui verranno distribuiti i fondi pubblici per la ricerca sulle staminali. Il secondo è un memorandum che chiede ai consulenti scientifici della Casa Bianca di mettere a punto, sempre in quattro mesi, regole per "proteggere la libertà della ricerca scientifica" ed impedire che politica e ideologia la condizionino. Negli otto anni dell'amministrazione Bush, ha detto Obama, il governo "ha imposto quella che io ritengo una falsa scelta tra solida scienza e valori morali". Nel caso delle staminali, ha spiegato, "le due cose non sono inconsistenti: come persona di fede, credo che siamo chiamati a prenderci cura l'uno dell'altro e a lavorare per alleviare la sofferenza umana. Credo che ci sia stata data la capacità e la volontà per perseguire la ricerca, e l'umanità e la coscienza per farlo in modo responsabile". Obama ha tra l'altro ribadito il "no" alla clonazione per fini riproduttivi e ha promesso che verrà dedicata attenzione anche alle ricerche promettenti sulle staminali adulte. Ad applaudire, alla Casa Bianca, c'era tra gli altri l'attore Michael J.Fox, affetto dal Parkinson ("È un giorno nuovo") e c'erano i familiari degli attori scomparsi Christopher e Dana Reeve: è proprio alla memoria dell'ex "Superman" del grande schermo e alla moglie che Obama ha dedicato la scelta. Un plauso è arrivato anche da Nancy Reagan, la vedova del presidente repubblicano morto dopo 10 anni di lotta contro l'Alzheimer. Ma con la propria svolta Obama ha preso una posizione netta su un tema su cui l'America è divisa, ben sapendo di offrire tra l'altro al mondo conservatore e ai repubblicani in crisi d'ora in poi un possibile spunto per riorganizzarsi. La Casa Bianca non ha scelto stavolta mezze misure per accompagnare la firma dei documenti, come era invece avvenuto a gennaio quando Obama aveva evitato cerimonie per cancellare la "Mexico City Policy" di Bush sui finanziamenti legati all'aborto. Il presidente ha invece approfittato dell'occasione per dure accuse all'amministrazione precedente, per la sua incapacità di "ascoltare la scienza, soprattutto quando è scomoda". E i repubblicani non hanno tardato a farsi sentire. "Il presidente - ha detto il loro leader alla Camera, John Boehner - ha cancellato protezioni importanti per la vita innocente, dividendo ulteriormente la nazione in un momento in cui abbiamo bisogno di una più grande unità per affrontare le sfide". L'embrione renderà così d'ora in poi ancora più difficile per Obama trovare consensi bipartisan su scelte come quelle legate alla crisi economica. ATS

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