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Estero
Usa-Siria: Obama apre a Damasco, torna l'ambasciatore
Redazione
17 anni fa

Il presidente Barack Obama ha aggiunto un altro tassello alla sua strategia del dialogo in Medio Oriente con la decisione di far tornare l'ambasciatore Usa in Siria. La rappresentanza diplomatica americana era rimasta senza un capo delegazione a Damasco dal febbraio 2005 quando l'amministrazione Bush aveva reagito col richiamo dell'ambasciatore all'uccisione a Beirut dell'ex premier libanese Rafiq al-Hariri, su posizioni anti siriane, in un attentato attribuito ai servizi segreti siriani. Accusa sempre respinta dal presidente siriano Bashir al-Assad. Ma il presidente Obama ha deciso che è giunto il momento di portare ad un nuovo livello i rapporti con Damasco, nel tentativo di rilanciare un processo di pace in Medio Oriente dove la Siria è destinata a giocare inevitabilmente un ruolo importante. Un incontro a Damasco il 14 giugno scorso tra l'inviato speciale americano per il Medio Oriente, George Mitchell, ed il presidente siriano Assad ha aperto la strada a questo sviluppo, destinato a favorire una ripresa del dialogo tra Washington e Damasco. L'amministrazione Bush aveva inserito la Siria tra gli "stati canaglia" per il sostegno dato ad Hezbollah (un gruppo considerato terrorista dagli Stati Uniti) e per l'aiuto dato dalla Siria agli insorti che tentavano di raggiungere l'Iraq per combattere le forze statunitensi. Ma il presidente Obama, che ha sempre sostenuto fin dalla campagna elettorale la necessità di dialogare soprattutto con gli avversari, ha avviato una strategia diversa cercando di aprire i contatti sia con la Siria che con l'Iran. ATS

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