
Generazioni di professori avrebbero fatto male i loro conti, è proprio il caso di dire, in anni di insegnamento della matematica: mele, pere e treni farebbero più male che bene nell'apprendimento dei suoi concetti astratti. Lo rivelano alcuni esperimenti della Ohio State University condotti con studenti delle scuole superiori: i ricercatori, indossati i panni degli insegnanti, hanno semplicemente spiegato ai ragazzi, divisi in gruppi, un sistema matematico a loro sconosciuto (essenzialmente una serie di regole) attraverso due approcci diversi. Uno astratto, insegnando le nuove regole con simboli puri, e uno concreto, usando liquidi e palline da tennis. Il gruppo "più svelto" nell'apprendimento è stato quello che aveva fronteggiato il nuovo concetto matematico astratto tramite il sistema di insegnamento astratto a sua volta.Secondo la dottoressa Jennifer Kaminski questo accadrebbe perché, attraverso gli esempi concreti, "si tende a ricordare la superficie". In buona sostanza, assimiliamo l'immagine specifica di treni e mele, ma non la matematica che vi sta sotto. Per ora le prove sono state portate a termine solo nelle scuole superiori ma i ricercatori hanno iniziato la loro sperimentazione anche alle elementari, dove oggi le strategie di insegnamento basato su oggetti concreti sono più diffuse che mai e dove sono convinti che la loro teoria risulti valida. ATS
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