
Evocando i cappucci bianchi del KKK, la Camera Usa ha approvato ieri notte una insolita mozione di censura nei confronti di Joe Wilson, il deputato repubblicano del sud che ha urlato 'stai mentendo' al presidente Barack Obama (durante un discorso al Congresso la scorsa settimana) innescando un acceso dibattito sul neo-razzismo. Nella polemica si è gettato anche l'ex-presidente Jimmy Carter, accusando Wilson di "razzismo: esiste la convinzione intima tra molte persone in questo paese che un afro-americano non dovrebbe essere presidente". Ma Wilson è già diventato, con quelle due parole, un eroe per la destra americana. La mozione di censura, che rimprovera il deputato per avere violato le regole di comportamento della Camera, è stata approvata con i voti di 233 democratici e di sette repubblicani. Il partito d'opposizione ha dato il suo sostegno a Wilson (ma anche dodici democratici hanno votato con lui), giudicando la mozione un tentativo dei democratici di sfruttare politicamente la sua intemperanza verbale. Wilson si era già scusato con la Casa Bianca subito dopo l'incidente ed ha rifiutato di ripetere le sue scuse al Congresso, giudicando "il caso chiuso". Ma i deputati democratici afro-americani hanno fatto pressioni sui leader del partito perché fosse presentata la mozione di censura, vedendo nell'atteggiamento di Wilson un atteggiamento razzista: mai prima nella storia un presidente americano impegnato in un discorso davanti alle Camere riunite era stato insultato in tal modo. Il fatto che sia capitato al primo presidente afro-americano, per giunta ad opera di un deputato del sud che si è battuto per mantenere la bandiera confederata sul Campidoglio della Carolina del Sud, induce a cercare cause razziste. "Torneremo ad avere gente che si infila i cappucci bianchi e cerca di terrorizzare la gente, se non respingiamo questo tipo di atteggiamento", ha protestato il deputato democratico Hank Johnson, che viene dalla Georgia (un altro stato del sud), evocando lo spettro dei razzisti del KKK. Ma Wilson è considerato non solo un eroe, ma anche un martire dalla destra: "La nostra economia è nei guai, le famiglie americane sono in difficoltà - ha osservato nel dibattito sulla mozione il deputato repubblicano Mike Pence - e il Congresso chiede le scuse di un uomo che si è già scusato". Nel frattempo il fondo elettorale di Wilson ha ricevuto in pochi giorni oltre un milione di dollari in donazioni. E per le strade d'America già si cominciano a vedere i cartelli con la scritta 'Wilson per presidente nel 2012'. Nella vicenda è entrata anche la moglie di Wilson, Roxanne, che ha detto di avere chiesto al marito, dopo avere seguito il discorso di Obama in Tv, 'ma chi è quel matto che ha urlato 'bugiardo' al presidente?'. La donna ha spiegato di essere rimasta sorpresa quando il marito le ha rivelato che era stato lui. "Non è nel suo carattere fare queste cose", ha commentato la donna. ATS
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