
Per la prima volta in oltre 40 anni, il Congresso americano ha esaminato il potere del presidente di lanciare un attacco nucleare, dopo le minacce di Donald Trump alla Corea del nord. L'ultima volta risale al marzo 1976. A discutere la questione è stata la commissione per gli affari esteri del Senato. Alcuni membri democratici si sono detti preoccupati che Trump possa ordinare irresponsabilmente uno strike nucleare, mentre quelli repubblicani ritengono che il "comandante in capo" debba avere il potere di agire senza ostacoli. In agosto Trump aveva minacciato sulla Corea del nord "fuoco e furia come il mondo non ha mai visto" se Pyongyang avesse continuato a sviluppare il suo programma nucleare militare. All'assemblea generale dell'Onu in settembre il tycoon aveva ventilato la distruzione della Corea del nord se fossero continuate le sue provocazioni. Lo scorso mese il presidente (repubblicano) della commissione esteri del Senato, Bob Corker, aveva accusato Trump di portare gli Usa "sulla strada della terza guerra mondiale". "Questa non è una discussione ipotetica", ha detto il sen. dem Ben Cardin, dando il là alla discussione. "Siamo preoccupati che il presidente sia così instabile, così irascibile, che abbia un processo decisionale così donchisciottesco che potrebbe ordinare un attacco nucleare, cosa ampiamente lontana dagli interessi di sicurezza nazionale degli Usa", ha osservato il democratico Chris Murphy. Il sen. repubblicano Marco Rubio ha spiegato invece che il presidente americano "deve avere il potere di rispondere se finiamo sotto attacco".
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