
Non è troppo grasso per venire messo a morte. I suoi 220 e passa chili ed il fatto che il grasso di troppo rende impossibile trovargli le vene dei polsi e delle braccia, non basteranno a risparmiare a Ronald Post, il condannato a morte dell'Ohio, il prossimo incontro con il boia. Un giudice federale di Cincinnati, Lesley Wells, ha respinto oggi l'appello presentato dai legali di Post per la sospensione della esecuzione in calendario il 16 gennaio. L'appello sostiene che l'obesità di cui soffre Post - a cui in carcere è stato tra l'altro negato l'accesso ad un intervento chirurgico di bypass gastrico, che avrebbe favorito il suo dimagrimento - rischia di fargli soffrire "dolori gravi" ed inumani durante l'esecuzione. Il medico che ha esaminato l'uomo ha dichiarato che Post non ha vene individuabili nelle braccia, nelle mani o nelle gambe. Condannato alla pena capitale per l'uccisione nel 1983 di una impiegata alla reception di un albergo, Post aveva già fatto appello nel 1997 per il blocco dell'esecuzione adducendo lo stesso motivo dell'obesità. Generalmente però non possono venire presentati più appelli per la stessa ragione. ATS
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