
Pur di recuperare il voto dei 'latinos', Barack Obama agisce per via giudiziaria. L'amministrazione americana infatti oggi ha annunciato che porterà a giudizio davanti alle Corti statali le leggi che regolano l'immigrazione approvate di recente da sei Stati. L'accusa è grave: per colpire il fenomeno dei clandestini, si rivelano crudeli e discriminatorie nei confronti degli immigrati legali. Oltre all'Arizona, la cui normativa draconiana ha provocato l'anno scorso movimenti di piazza, il Dipartimento della Giustizia porterà davanti al giudice Alabama, Utah, Georgia, Indiana e South Carolina. Un'iniziativa che non ha precedenti. Secondo Jonathan Turley, professore di diritto costituzionale alla George Washington University, "mai nella storia americana il dipartimento di Giustizia ha attaccato in modo così aggressivo leggi dei singoli Stati sul singolo argomento". La mossa di Obama arriva dopo che la Corte Suprema l'anno scorso dichiarò incostituzionale una parte della legge dell'Arizona che autorizzava la polizia a chiedere i documenti, basandosi solo sul cognome o l'accento di un cittadino. Una norma che fece sollevare tutto lo Stato, perché giudicata gravemente discriminatoria nei confronti della comunità ispanica. La Corte giudicò quella legge una grave violazione del principio di uguaglianza, tutelato dalla Costituzione americana. ATS
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