
Sui salmoni, Barack Obama la pensa come George W. Bush: per quanto riguarda la protezione della specie in via di estinzione c'è continuità di obiettivi e intenti tra la sua politica e quella della precedente amministrazione. Lo riporta oggi il "New York Times", precisando che il piano dell'attuale governo americano per proteggere i salmoni in via d'estinzione è perfettamente in linea con quello approvato lo scorso anno dall'ex presidente Bush. L'annuncio del piano da parte dell'amministrazione ha sollevato il malcontento degli ambientalisti del 'Save Our Wild Salmon', l'associazione che si batte per la conservazione dei salmoni nel Pacifico nord-occidentale. "Siamo rimasti estremamente delusi dalla decisione del presidente", ha dichiarato un portavoce del gruppo. "Speravamo che la nuova amministrazione facesse di più per proteggere le tredici specie considerate a rischio, e invece siamo sempre allo stesso punto". La diatriba riguarda in particolar modo i fiumi Columbia e Snake, che attraversano diversi degli Stati americani del nord ovest (Oregon, Wyoming, Idaho). I difensori dei salmoni chiedono che vengano rimosse alcune dighe, accusate di impedire il libero passaggio dei pesci verso i luoghi di riproduzione. Il piano di Obama - così come quello di Bush - non esclude del tutto questa possibilità, ma la definisce un'opzione estrema, da considerare solo qualora si verificasse una diminuzione ulteriore delle specie, perché le dighe servono a produrre corrente idroelettrica a basso costo e limitato impatto ambientale. Il gruppo ambientalista si è rivolto a un giudice dell'Oregon, al quale spetterà ora il compito di accettare o meno il piano del presidente Obama. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

